Nulla di nuovo nel VCO: l'ospedale unico a Ornavasso divide i sindaci

Mergozzo -

Spaccati, come sempre….

La sanità divide il VCO come lo sta facendo da decenni. Una frattura riemersa martedì mattina a Mergozzo, nell’incontro con i vertici della Regione. Che ha annunciato che entro 90 giorni deciderà che fare in merito all’ospedale unico. Se però il fronte del Verbano e del Cusio è apparso decisamente compatto e orientato in difesa dell’ospedale di Ornavasso, l’Ossola è divisa. Con i sindaci, soprattutto di centrosinistra, a favore di questa scelta portata avanti dalla passata amministrazione Chiamparino, e quelli di centrodestra nettamente contrari.

‘’Non vorrei trovarmi nella necessità di fare delle barricate, ma se sarà necessario sono pronta a farle’’ ha esordito Silvia Marchionini, sindaco di Verbania sostenendo la soluzione Ornavasso che, dice, ‘’è una soluzione di equilibrio tra i territori. E per di più  soldi per farlo ci sono …’’. A chiedere un ospedale baricentrico – leggi Ornavasso – gli amministratori di  Madonna del Sasso, Vignogne, Caprezzo, Baveno, Casale Corte Cerro. A difesa di Ornavasso anche alcuni ossolani: Stefano Costa (Baceno),Claudio Sonzogni (Vanzone),Giorgio Ferroni (Crevoladossola).

Il primo cittadino di Ornavasso, sotto assedio da parte dei contrari, ha difeso la scelta caduta sul suo paese, ma anche affermato che ‘’per noi non ci cono problemi: siamo in una zona baricentrica’’ quindi ben posizionata nel raggiungere le strutture di Omegna, Verbania e Domodossola.Filippo Cigala Fulgosiha parlato di avverse prese di posizioni strumentali:  ‘’Il nostro sito ha dei problemi? – dice - , ma anche altri siti li hanno. Per noi l’importante è fare l’ospedale unico, non è rilevante dove’’.

Per Bruna Papa (Formazza) l’importante è ‘’un sistema di emergenza in grado di salvare le vite’’ ma soprattutto occorrerebbe dislocare meglio le case della salute perché farla ‘’a Crevoladossola non è stato ottimale’’.  Pierfranco Midali (Borgomezzavalle) ha denunciato come ‘’oggi si sia ancora all’anno zero, ma solo un’area è sostenibile: quella di Domodossola, che non ha costi aggiuntivi per la collettività’’. Per Claudio Cottini (Santa Maria Maggiore) Verbania è messa meglio avendo a due passi la Lombardia ed avendo strutture private sul suo territorio; Cottini non ha escluso una soluzione ancora distribuita su due ospedali territoriali ed ha denunciato come ‘’in 5 anni non sia fatto nulla’’ e come la scelta di fare le case della salute nel fondovalle sia stata ‘’schizofrenica’’. Contrario a Ornavasso anche Alessandro Lana (Piedimulera):  ‘’Soluzione 'indirizzata' dopo che l’allora assessore Saitta disse che il VCO poteva avere un solo dea, spingendo verso questa soluzione di ripiego: ma Ornavasso è impraticabile e senza senso’’. Un no è arrivato anche da Ermanno Savoia (Crodo) e Bruno Toscani (Villadossola), che ha detto: ‘’Non deve essere una scelta politica ma una scelta fatta con criterio. Già alcuni anni fa i tecnici dissero che la zona migliore era tra Domo e Villa’’. Poi l’affondo di Lucio Pizzi. Il sindaco domese: ‘’Farlo a Ornavasso è una scelta arrogante. Sapendo poi che il Castelli non sarà mai chiuso mentre il San Biagio sì, perché non può essere riconvertito’’. Ha ricordato che l’economia domese ruota attorno all’ospedale che garantisce 600 posti di lavoro.  ‘’Secondo la passata giunta regionale – dice Pizzi –  l’ospedale nuovo sarebbe dovuto essere pronto tra tre mesi: abbiamo avuto 4 anni di nulla e siamo al punto di partenza’’.

Renato Balducci
Ricerca in corso...