Il dramma della Shoah e il coraggio di un sacerdote vigezzino

Alla Soms presentazione della biografia di Don Francesco Antonioli, sacerdote vigezzino "Giusto tra le Nazioni"

DOMODOSSOLA -

S'intitola "Don Francesco Antonioli, un illustre vigezzino Giusto tra le Nazioni" il nuovo libro, fresco di stampa, di Marco De Ambrosis. La pubblicazione sarà presentata sabato 1 dicembre alle 18 presso la sala storica della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Domodossola. “De Ambrosis – spiega il presidente della Soms, Riccardo Vespa presenterà l'ultimo suo lavoro dedicato a Don Francesco Antonioli, un personaggio ignoto ai più ma che con la sua vita ed il suo impegno ha dato tanto al nostro Paese, in un periodo storico difficilissimo, contribuendo a porre in salvo moltissimi nostri concittadini di fede ebraica colpiti dalle leggi razziali emanate nel periodo fascista. Il suo nome, come quelli più noti di Giorgio Perlasca e Oskar Schindler, protagonisti di due magnifici film, è stato iscritto nel "A Yad va - shem", il giardino dei Giusti di Israele. Alla memoria di don Francesco, salesiano nativo di Druogno, è stata assegnata questa altissima onoreficenza che gli Ebrei hanno concesso a chi li aiutò durante l'Olocausto”.

Si legge nella prefazione del volume, che è arricchito da numerose foto storiche e documenti inediti ed è edita da Ultravox: "Umiltà personale e riservatezza della famiglia hanno reso il salesiano don Francesco Erminio Antonioli (Druogno 1878 – Lugano 1965) quasi uno sconosciuto in patria, mentre, a Gerusalemme, il suo nome è scolpito tra quelli dei “Giusti tra le Nazioni”. Dei settant’anni di vita religiosa ben cinquantasei li passò come superiore: catechista, prefetto, direttore, ispettore. Legnago, Gorizia e Mogliano Veneto furono le prime case salesiane da lui dirette. Per ventisei anni fu direttore capace ed apprezzato. Investito di autorità Ispettoria Veneta e Novarese, ricoprì la carica di direttore dell’Istituto Pio XI di Roma, dando rifugio nel 1943-1944 a rifugiati politici, orfani, sfollati e sinistrati di guerra oltre che a settanta ebrei, per lo più  bambini e ragazzi, sottraendoli alla deportazione nei Lager".

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