Oltre 300 persone hanno ricordato Primo Bonasson, nel 40esimo anniversario della scomparsa della guida alpina vigezzina

La serata è stata organizzata dal Cai Vigezzo al cinema di Santa Maria Maggiore

SANTA MARIA MAGGIORE -

Testimonianze, racconti, ricordi. E’ stata una serata sobria ma particolarmente sentita quella organizzata in ricordo di Primo Bonasson, nel quarantesimo della sua tragica scomparsa. Il CAI ha voluto ricordare la prima guida alpina della Valle Vigezzo al cinema teatro di Santa Maria Maggiore. E in tanti (circa 350 persone) sono intervenute sabato sera all’appuntamento.  Maestro di sci e alpinista provetto, Primo Bonasson nella sua breve vita (1941-1979) è stato un tenace esploratore e valorizzatore della montagna vigezzina. Fondatore e primo responsabile del soccorso alpino di valle, vice presidente della locale sezione del Club Alpino Italiano, ha legato il suo nome a scalate che non sono mai più state ripetute, come la prima traversata integrale in cresta del Gridone, compiuta in solitaria invernale. Guida alpina altruista e generosa, con grande coraggio non esitò ad arrampicarsi sul muro esterno dell'albergo Excelsior, strappando alla morte alcuni dei turisti bloccati nelle loro camere minacciate dalle fiamme e dal fumo durante il drammatico incendio del 26 maggio 1975, a Santa Maria Maggiore. Sensibile fotografo della natura, Bonasson era soprattutto esempio di modestia e riservatezza. E sapeva percorrere le sue montagne con intelletto d'amore.
La serata commemorativa è stata suddivisa in parti che sono andate a toccare diversi aspetti della figura di Bonasson: il suo rapporto col Cai e col soccorso alpino, l’alpinismo, il lavoro di guida alpina. Aspetti introdotti dal presidente del Cai Vigezzo Raffaele Marini e che sono stati intervallati dall’esibizione del Coro La Bricolla di Falmenta diretto da Vittorino Grassi. Toccanti le testimonianze di Mario Bonzani e di Alberto Paleari, che hanno raccontato il loro rapporto con Bonasson: Mario, compagno di lui in alcune scalate sul Gridone e in escursioni e attività col Cai, Alberto che con Primo frequentò, entrambi da allievi, il corso per diventare Portatore e Guida. Primo Bonasson e l’alpinismo, radicato nella scoperta delle cime della sua valle. E che testimoniava in relazioni mai ridondanti e neppure scarne: semplicemente ….essenziali. Come si sono potute rivivere nelle letture delle stesse, a cura di Rosanna Ramoni. In ricordo di Primo, il soccorso alpino vigezzino ha posato nei giorni scorsi una targa nel punto della cresta tra la Pioda e la Casaletti dove Bonasson morì il 1 luglio 1979. Il capostazione Davide Allesina ha ricordato il fondatore del gruppo valligiano del soccorso come “un uomo di montagna, uno di noi”. Sempre il soccorso alpino ha proiettato un filmato realizzato durante la posa della targa mentre il Cai ha selezionato e proiettato una selezione delle migliaia di diapositive fatte da Primo Bonasson durante le sue gite e ascensioni e grazie alle quali si dimostrò abile e sensibile fotografo della natura vigezzina. “Vado su per di là” è invece il titolo del libro, presentato sempre sabato sera, scritto da Marco De Ambrosis (edito da Ultravox e realizzato col patrocinio del Cai Vigezzo) frutto di un impegno collegiale e una ricerca durata quasi un anno con interviste e testimonianze di amici e compagni di scalate di Primo Bonasson; ricordi destinati a rimanere indelebili nella memoria di ciascuno di noi, perché non esiste separazione definitiva finchè esiste il ricordo.

Redazione
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