Pronta una raccolta firme, i frontalieri a Zornasco: "Vogliamo poter andare al lavoro senza correre rischi sulla 337"

zornasco -

Una raccolta firme. E' questo il primo passo della battaglia che intendono portare avanti i frontalieri per difendere la "loro" strada e in particolare per potersi garantire il diritto di percorrere la statale 337 in sicurezza. Un centinaio di lavoratori frontalieri hanno risposto all'appello lanciato dal ristoratore Andrea Ielmoli che ha organizzato una riunione a Zornasco, alla Peschiera. "In tanti hanno risposto sui social dando la loro disponibilità a partecipare e stasera siamo comunque un bel numero" ha esordito Ielmoli, invitando i presenti a prendere la parola. Certo, un centinaio di frontalieri rispetto ad un totale di 1280 - questo è all'incirca il numero verificato di coloro che dall'Ossola si recano quotidinamente in Canton Ticino per lavoro passando per la 337 - sono sembrati un po' pochi ma se si tiene conto che la riunione era stata organizzata solo poche ore prima, il risultato è decisamente incoraggiante. "Ora servono altri passi" è stato il coro che si è levato dalla sala. In tanti hanno lamentato l'assenza degli amministratori vigezzini. Antonio Locatelli, chiamato ad intervenire, ha spiegato le difficoltà che si incontrano nell'interazione con Anas. Giacomo Barbieri ha ricordato le battaglie condotte in passato come frontalieri. E Silvana Casula ha proposto di organizzare una raccolta firme per dare peso alla protesta; proposta che è stata accolta dalla stragrande maggioranza dei presenti. Una riunione, questa durata poco più di un'ora, che si è svolta in clima "caldo" ma sempre civile. La rabbia è stata tenuta sotto controllo, certo è che i frontalieri sono davvero stanchi di una situazione di pericolo che li vede quotidianamente protagonisti. "Vogliamo solo poter andare a lavorare senza correre rischi" è il messaggio che hanno voluto lanciare. 

Marco De Ambrosis
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