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Attualità | 10 marzo 2021, 18:35

Gestione lupo, incontro tra l'assessore regionale Protopapa e il Comitato Salvaguardia Allevatori dell‘Ossola

Diverse le richieste e le proposte presentate. “Così come è stata impostata la convivenza fra il lupo e l’allevatore che vive e lavora in montagna non è possibile”

Gestione lupo, incontro tra l'assessore regionale Protopapa e il Comitato Salvaguardia Allevatori dell‘Ossola

Confronto sulla gestione del lupo tra l’assessore regionale all'agricoltura Marco Protopapa e il Comitato Salvaguardia Allevatori dell‘Ossola. All'incontro, che si è svolto ieri in videoconferenza, erano collegati anche alcuni allevatori del cuneese.

“In tutti questi ultimi decenni -sottolinea il Comitato ossolano- abbiamo verificato a nostre spese che, così come è stata impostata, la convivenza fra il lupo e l’allevatore che vive e lavora in montagna non è possibile. Il lupo -precisano gli allevatori- è stato introdotto e sostenuto dall’UE e non voluto da noi e l’Europa deve farsene carico, come indicato nelle Guidelines for State aid in the agricultural sector 2018”.

E sono diverse le richieste degli allevatori ossolani. Tra queste che vengano resi noti in tempo reale i dati relativi al numero dei lupi e degli attacchi su animali selvatici e domestici; che vengano riconosciuti danni diretti e indiretti provocati dal grande carnivoro; che siano predisposti piani pastorali differenti vista la morfologia diversificata delle alpi e quindi in molte zone non è possibile utilizzare le reti elettrificate. Inoltre: sostegno per l'ottenimento e la formazione dei cani da guardiania e burocrazia semplificata per i risarcimenti.

Quando le misure di protezione non siano sufficienti, il Comitato chiede anche che vengano autorizzati tiri di dissuasione e, nel caso in cui non funzionassero come deterrente, sia permesso di ricorrere a tiri di abbattimento (come in Francia e in Svizzera). Gli allevatori ritengono che gran parte delle misure che richiedono possano essere inserite nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale del 2023.

“Dove non c’è più gente, come dice il professor Cavallero, 'il Paesaggio tace'. È soltanto una triste montagna abbandonata, non è un Parco -spiega la portavoce del Comitato Gesine Otten-. La tutela della fauna -prosegue- non può sovrastare la tutela dell’uomo: riteniamo che la salvaguardia esasperata del lupo rasenti ormai il rischio di ledere i diritti costituzionali garantiti dalla costituzione italiana per i suoi cittadini, per noi montanari, cittadini italiani che viviamo in montagna”.

“L’attività agricola in montagna -conclude-, in quanto attività primaria che tutela il territorio e la sua biodiversità naturale e culturale, va anch'essa protetta, anche di fronte ai continui attacchi del lupo. Siamo grati dell‘interessamento di componenti della Giunta Regionale sulla questione lupo, speriamo ci saranno altre occasioni di confronto per poter spiegare bene le problematiche riguardo la presenza del grande carnivoro e contribuire così a definire possibili soluzioni”.

Il allegato il documento con le proposte complete presentate alla Regione dal Comitato Salvaguardia Allevatori dell‘Ossola.

Files:
 lettera alla Regione 09-03-2021-1 (44 kB)

Redazione

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