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Sport | 22 marzo 2021, 13:02

Euro 2020, dove può arrivare davvero l’Italia di Mancini?

Euro 2020, dove può arrivare davvero l’Italia di Mancini?

Il ricordo della Svezia è ormai lontano. Sono passati già più di 3 anni dalla sciagurata eliminazione dell’Italia ai playoff per i Mondiali di Russia 2018. Gli azzurri, guidati allora dal ct Gian Piero Ventura, ottennero una delle più grandi delusioni sportive della storia dello Stivale. La Nazionale aveva già fallito ai Mondiali del 2010 e del 2014, uscendo dalla competizione già alla fase a gironi, nel primo caso addirittura da campioni in carica. Il secondo posto agli Europei del 2012 sembrava aver restituito un po’ di onore ai nostri colori, ma in seguito Buffon, Chiellini & co. hanno dovuto inghiottire altri bocconi amari. Da quando a Coverciano è arrivato Roberto Mancini, però, la musica è cambiata ed è evidente.

L’Italia non ha approcciato benissimo alla nuova Nations League, salvandosi alla penultima giornata nella prima edizione del torneo. Nel corso delle qualificazioni ad Euro 2020, invece, gli azzurri hanno vinto tutte le partite, scoprendo tra l’altro molti nuovi talenti. Il mister ha dimostrato di non chiudere le porte a nessuno: ne è stata prova la convocazione di Fabio Quagliarella nel 2019, quando l’attaccante stabiese era capocannoniere del campionato. Più di recente, invece, è stato Ciccio Caputo a seguire un percorso analogo: il bomber del Sassuolo sogna di esserci agli Europei, ma la concorrenza è spietata. Nelle gerarchie di Mancini Immobile e Belotti sono alla pari e dunque per il ruolo di prima punta due posti sono già occupati. Per quanto riguarda Balotelli, invece, il capitolo sembra ormai chiuso: oggi “Super Mario” milita in Serie B e in ogni caso fatica a trovare continuità.

Gli azzurri si trovano in un girone piuttosto morbido per la fase finale di Euro 2020. In ogni caso, saranno anche le terze migliori classificate ad accedere agli ottavi, turno introdotto dall’edizione del 2016. In quell’occasione l’Italia fu in grado di eliminare la Spagna nella prima gara ad eliminazione diretta. Una delle Nazionali con cui i nostri avevano qualche conto in sospeso, dopo i precedenti del 2008 e del 2012, oltre che della Confederations Cup del 2013, ultima competizione in cui l’Italia riuscì a guadagnarsi una medaglia.

Secondo alcuni addetti ai lavori, il successo del 2006 avrebbe portato anche qualche danno nel movimento calcistico. Forse nel timore di non potersi ripetere, i talenti italiani hanno fatto enormemente fatica a uscire dal guscio. Con un andamento così altalenante negli anni, le previsioni legate alle scommesse sul futuro risultano quindi molto complicate. Qualche elemento saldo dal quale ripartire, però, c’è: Donnarumma è diventato a tutti gli effetti l’erede di Buffon, Verratti e Barella sono i punti di riferimento principali del centrocampo, mentre in avanti non si può fare a meno di convocare Ciro Immobile, vincitore dell’ultima Scarpa d’oro, per quanto in azzurro il suo rendimento sia alquanto discontinuo.

Affermare già oggi che l’Italia possa vincere l’Europeo sarebbe ingiusto. Il lavoro compiuto da Mancini è stato indubbiamente notevole e i suoi ragazzi hanno tutto il diritto di coglierne i frutti senza farsi condizionare dagli spettri del passato. D’altro canto, molti calciatori che compongono la rosa attuale della Nazionale italiana qualificata alle semifinali di Nations League non erano nemmeno presenti in quella triste serata di San Siro… Adesso bisogna guardare solo in avanti.

Redazione

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