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Confine | 27 marzo 2021, 19:15

Covid 19: presentato il piano cantonale per i test di massa

Si basa su quattro pilastri: limitare, testare, proteggere e vaccinare

Covid 19: presentato il piano cantonale per i test di massa

Il Consiglio di Stato ha presentato ieri il piano cantonale che, verosimilmente a partire dalla metà di aprile, permetterà di vedere indennizzati dalla Confederazione test di massa mirati e ripetuti in aziende e strutture scolastiche ed educative con convitto.

L’obiettivo è di estendere la strategia di test nelle persone asintomatiche particolarmente mobili, interrompendo così precocemente le catene di contagio.

L’estensione della strategia di test, decisa dal Consiglio federale per limitare la diffusione del coronavirus, ha indotto anche il Consiglio di Stato ad aggiornare la strategia cantonale, che continuerà in ogni caso a essere basata su quattro pilastri: limitare, testare, proteggere e vaccinare.

Le disposizioni federali contenute nell’Ordinanza 3 Covid-19 permettono di rafforzare il pilastro dei test, realizzando test ripetuti e mirati in alcuni contesti specifici, con copertura dei costi da parte dalla Confederazione, a condizione che le autorità cantonali presentino una strategia specifica.    

L’esperienza accumulata dall’inizio della pandemia e le evidenze scientifiche mostrano che i test ripetuti possono rappresentare uno strumento efficace, se eseguiti in maniera mirata su gruppi di persone a mobilità elevata, con numerosi contatti nella vita quotidiana professionale o attivi in contesti dove è difficile adottare piani di protezione adeguati. Per questo motivo, il piano cantonale ha definito una serie di criteri in funzione dei quali può essere sensato ed efficace attuare sistematicamente i test ripetuti su persone asintomatiche.  

Il primo ambito è rappresentato dalle aziende, che le disposizioni federali impongono di suddividere a seconda del rischio di trasmissione, in base a criteri come il tipo di attività, la mobilità dei dipendenti, la possibilità di telelavoro, il numero e la promiscuità dei contatti tra dipendenti all’interno dell’azienda, il contatto con la clientela e le peculiarità del luogo di lavoro (es. lavoro al chiuso, distanza tra i collaboratori, ecc.). Le aziende che intendono partecipare al programma di test finanziato dalla Confederazione devono dunque rispettare alcuni criteri di inclusione:  

  • Almeno 10 dipendenti per le aziende ad alto rischio e almeno 5 per quelle a basso rischio   
  • Tasso di partecipazione di almeno il 60% dei dipendenti presenti quotidianamente
  • Consenso da parte dei collaboratori che si sottopongono al test
  • Garanzia che i test siano ripetuti almeno per un mese a cadenza settimanale
  • Presenza di un piano di protezione  

In questo ambito saranno impiegati i test rapidi, eseguiti direttamente sul luogo di lavoro: in caso di positività, sarà effettuato un test di conferma PCR. Ogni azienda dovrà incaricare un operatore sanitario qualificato per l’acquisto, il prelievo, l’esecuzione dei test, la comunicazione dei risultati e la gestione dei casi positivi.

Per accedere al programma, l’azienda dovrà inoltre preparare e sottoporre una richiesta al Cantone, tramite una pagina web dedicata –attivata prossimamente e raggiungibile all’indirizzo www.ti.ch/covid-test – e attendere la valutazione da parte dei servizi che saranno preposti a questo compito. Durante la prossima settimana, contando anche sul supporto delle associazioni economiche, si confida di poter raccogliere una stima delle aziende interessate a partecipare, che successivamente saranno informate su come inoltrare la propria richiesta.  

Per le scuole, i dati raccolti dal servizio di tracciamento dei contatti mostrano che una chiara preponderanza dei casi secondari sono legati a contagi in famiglia. Le catene d’infezione si sviluppano quindi prevalentemente all’esterno degli istituti scolastici pertanto, in questo ambito, al momento non appare necessario generalizzare l’introduzione di test mirati e ripetuti; può però essere considerata su esplicita richiesta.

Di fronte a casi positivi o a un sospetto focolaio, sarà avviata l’indagine ambientale estesa nelle classi o addirittura su tutti gli allievi e i docenti di un istituto scolastico.

Questa strategia, nel recente passato, si è dimostrata efficace. Nelle scuole con convitto, collegi o centri educativi per minorenni, la promiscuità e quindi i rischi di infezione possono essere maggiori. Queste istituzioni sono dunque incluse nella strategia di test mirati e ripetuti, analogamente alle aziende. Anche in questo caso è necessario presentare una richiesta al Cantone, per poi ottenere il rimborso delle prestazioni.

Redazione LuganoLife

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