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Vigezzo | 11 maggio 2021, 18:40

''La Regione predisponga subito gli atti per il riordino della sanità nel VCO''

Intervento di Claudio Cottini, sindaco di Santa Maria Maggiore sul futuro della sanità nel Verbano Cusio Ossola

''La Regione predisponga subito gli atti per il riordino della sanità nel VCO''

Il sindaco di Santa Maria Maggiore, Claudio Cottini, entra nel dibattito sul piano IRES della Regione Piemonte con una riflessione che riportiamo integralmente.

Entro nel dibattito che si sta sviluppando sui temi relativi alla sanità per esprimere qualche considerazione.

Mi pare abbastanza evidente che il Piano Ires presentato alla Rappresentanza dei Sindaci del VCO ponga sul tappeto risposte che da tempo si attendeva venissero date.

Innanzitutto, sulla Medicina territoriale, la “strategica distribuzione territoriale” attuata fino a oggi e figlia della precedente Amministrazione regionale ha istituito i presidi cosiddetti “Case della Salute” nei centri ove già sono presenti strutture ospedaliere, o nelle immediate vicinanze. È invece fondamentale che questi vengano ubicati nelle aree decentrate, come da tempo immemore segnalo; per fare un esempio quanto mai attuale il punto vaccinale ostinatamente richiesto a Santa Maria Maggiore e ottenuto grazie all’approccio serio al problema offerto dal Direttore Generale dott.ssa Chiara Serpieri è stato un “apripista” per quello che sta giustamente avvenendo in altri territori decentrati, permettendo ai cittadini di evitare dannosi flussi di mobilità in tempi di pandemia.

Penso si possa partire da questa esperienza perché molti di questi stessi punti vaccinali divengano Case della salute sul modello di Cannobio, ove vengano intercettati i bisogni primari di salute dei cittadini alleggerendo la pressione sugli ospedali del territorio.

È poi indispensabile avere la disponibilità dei medici di medicina generale e a tal proposito sarà di fondamentale importanza modificare gli ambiti di riferimento (AFT), creando aree davvero omogenee in grado di reclutare nuovi professionisti che possano sostituire i pensionamenti senza provocare le assurdi sedi ambulatoriali “vuote” per tanto tempo, come accaduto di recente in Valle Antrona, Anzasca e non solo.

Venendo poi al tema più caldo, quello dei presidi ospedalieri, sono da sempre un sostenitore dell’idea di dotare il territorio della nostra Provincia montana di un unico presidio sanitario moderno e all’avanguardia, che da ormai più di vent’anni si è riconosciuto andasse collocato in Ossola. Purtroppo ogni volta individuate le aree tutto è miseramente naufragato: troppo a nord, troppo a sud, non baricentrico secondo i canoni demografici, non in grado di intercettare i maggiori flussi turistici o di accogliere i residenti valligiani. Francamente di tutto questo tira e molla non se ne può davvero più e ancora meno lo sopportano i cittadini, ormai sfiduciati dall’avere una sanità di eccellenza nella propria Provincia.

La collocazione al nord della Provincia avrebbe rappresentato un elemento di unione territoriale anche nel rispetto di una corretta distribuzione dei servizi in una provincia che ha nel suo acronimo l’essenza della tripolarità; ma non se ne esce e la politica continuerà ad avvitarsi attorno a ragionamenti di superficie territoriale, presenze stanziali e turistiche in maggior numero, diritti di eguaglianza per coloro che vivono in aree montuose decentrate.

Le conclusioni cui tende il Piano Ires, secondo il mio parere, prevedono oggi una condivisibile soluzione sulla quale sarà corretto discutere, ma che questa volta è sostenuta da risorse un tempo solo immaginate, dove le tre aree potranno garantirsi il mantenimento stabile dei tre presidi:

  • -  Omegna con la stabilizzazione del COQ che apprendo dovrà compiersi nei prossimi mesi;

  • -  Verbania con il potenziamento del Castelli per la città capoluogo;

  • -  Domodossola con la nascita di un nuovo ospedale (non ritengo pensabile l’ipotesi di ristrutturazione del San Biagio, in parte troppo datato strutturalmente e in area di impossibile espansione).

È quindi tempo, irrimandabile, in cui la Regione predisponga gli atti in tempi stretti affinché le linee di principio diventino fatti concreti.

Ulteriori stancanti divisioni e discesa in campo di “Comitati a difesa di...” seppur legittimi, servirebbero nuovamente a procrastinare nel tempo le risposte a bisogni primari di gran lunga attesi.

Confido sul Presidente Alberto Cirio e sul Consigliere Alberto Preioni affinché dimostrino, come avvenuto con la concessione dei canoni idrici (battaglia vinta dopo anni di diniego), la determinazione necessaria per dare risposte fattuali, così come in tempi diversi chi li ha preceduti non è riuscito a fare.

Claudio Cottini

Sindaco di Santa Maria Maggiore



Comunicato Stampa

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