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Territorio | 14 giugno 2021, 18:00

Vigezzo e Formazza, due valli che incantano per storia e paesaggi

Un cronista del quotidiano “la Repubblica” è andato alla scoperta delle due aree di confine

Vigezzo e Formazza, due valli che incantano per storia e paesaggi

Piemonte e Svizzera si assomigliano? Se lo è chiesto il quotidiano “la Repubblica”, che nei giorni scorsi ha realizzato un servizio in Vigezzo e Formazza alla ricerca di similarità tra le due valli del Vco e i centri elvetici oltre confine. Similarità che, a quanto pare, sono state scovate, treni di montagna inclusi.

Il lungo articolo corredato di foto, col cronista che è partito dal borgo di Domo per risalire verso nord, rappresenta un bel biglietto da visita (al netto di qualche critica) per tutta l’Ossola in vista dell’ormai imminente stagione estiva. “La prima valle che vi proponiamo di visitare – scrive il giornale diretto da Molinari – si raggiunge coi caratteristici treni della Ferrovia Vigezzina. Si parte dalla stazione di piazza Matteotti, a Domo, e tra strapiombi, cascate d'acqua e anguste gallerie si attraversa tutta la valle chiamata dei pittori per la bellezza dei suoi paesaggi naturali che ha ispirato l'opera di ritrattisti e paesaggisti. La prima tappa è il borgo di Coimo, raggiungibile con una passeggiata di circa mezz'ora. Nel suggestivo centro, con le sue antiche case in pietra, le stalle, le fontane in sasso e i minuscoli cortili, si entra solo a piedi e chi ama le passeggiate può percorrere la mulattiera che in circa un’ora raggiunge il piccolo villaggio di Mozzio”.

Il cronista perlustra la zona alla ricerca di vere e proprie “chicche” appartenenti al passato, tra spazzacamini, santuari e antichi lavatoi, ce n’è un po’ per tutti i gusti. “Lungo il percorso si incontrano un antico lavatoio e un mulino per la farina. La seconda tappa è Santa Maria Maggiore, l'elegante capoluogo della Val Vigezzo. Una passeggiata nel bel centro storico, chiuso al traffico nei giorni festivi, porta al parco di Villa Antonia e all'insolito Museo dello Spazzacamino, dedicato agli spazzacamini vigezzini, che iniziarono a girare per l’Europa nella prima metà del 1500. Terza e ultima tappa, prima che il treno entri in Svizzera fino a raggiungere Locarno e il lago Maggiore, il maestoso Santuario dedicato alla Madonna del Sangue di Re. Ricorda il miracolo avvenuto nel 1494, quando l’immagine della Madonna affrescata sulla facciata della vecchia chiesa iniziò a sanguinare, dopo essere stata colpita da un sasso lanciato da un ragazzo infuriato per le perdite al gioco. Il nuovo e imponente santuario novecentesco non è particolarmente bello, mentre l'antica chiesa seicentesca ha un bel altare barocco in marmo policromo che incornicia l’immagine della Madonna con bambino e le tre rose nella mano destra”.

E dopo aver messo ai raggi X la Vigezzo, il viaggio di “Repubblica” si conclude in Val Formazza, tra cascate da sogno, giardini botanici e laghi d’alta quota. “Se da Domo, invece di salire sui treni della Ferrovia Vigezzina, si prosegue verso nord si entra nella Val Formazza, nel cuore delle Alpi Lepontine. La meta ideale per una vacanza nella natura incontaminata è il borgo di Riale, a 1780 metri d’altitudine. Circondata da ghiacciai, corsi d’acqua e laghi alpini, Riale è il punto di partenza di sentieri che portano agli oltre 3000 metri della cima Arbola, ai due laghetti del Boden e al lago Kastel, sede del più grande giardino botanico spontaneo d’Europa. Un altro cammino porta al passo alpino del Gries, uno dei più antichi d’Italia, percorso già nel Medioevo per trasportare le merci da Milano a Berna e, nel 1852, attraversato dal compositore tedesco Richard Wagner. Da non perdere una sosta alla spettacolare Cascata del Toce, che con i suoi 143 metri è tra le cascate con il salto più alto d'Europa. Uno spettacolo della natura, che si può ammirare da giugno a settembre secondo un calendario prefissato dato che l’acqua del Toce è normalmente utilizzata per fini idroelettrici. Da vedere anche i numerosi insediamenti Walser ancora presenti in zona, con le tradizionali case in pietra edificate da questa popolazione di origine vallese che nel 1200 si insediò in questo lembo di terra”.



Redazione

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