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Attualità | 16 giugno 2021, 16:50

Convivere coi lupi: il VCO partecipa al progetto che coinvolge quattro nazioni

Allo studio metodi di prevenzione per non uccidere quelli che abitano le Alpi

Convivere coi lupi: il VCO partecipa al progetto che coinvolge quattro nazioni

“Ucciderli col veleno è una pratica illegale che non risolve il problema: bisogna abbassare il livello di conflitto coi lupi aumentando conoscenza della specie e misure di prevenzione, e attivando al contempo il coinvolgimento attivo di tutte le parti chiamate in causa nell’arco alpino”. Il lupo e la sua massiccia presenza nei territori montani e pedemontani è stato al centro di un corso di formazione on-line rivolto ai giornalisti che si è tenuto martedì 8 giugno.

Relatori Laura Scillitani, biologa e Communication manager del museo delle Scienze di Trento e Michele Ottino, ex direttore del Parco nazionale del Gran Paradiso ed esperto in materia, che hanno fatto il punto alla luce delle recenti predazioni che, avvenute anche nel Vco, hanno causato incidenti, danni e vari problemi agli allevatori. “Si tratta di una specie difficile e divisiva - hanno spiegato Ottino e Scillitani - e siccome era praticamente scomparsa, i pastori hanno via via perso l’abitudine a conviverci. Oggi il lupo, basta leggere le cronache locali, crea problemi anche alla sicurezza degli essere umani ed è perciò diventato necessario trovare il modo di stare al loro fianco senza ucciderli”. A tal fine, hanno ribadito i relatori, è stato avviato da tempo il progetto dal titolo Life WolfAlps che coinvolge Italia, Francia, Austria e Slovenia. Per quanto riguarda la nostra zona ne fanno parte l'Ente di gestione delle Aree protette dell’Ossola, il Parco nazionale della Valgrande e i carabinieri forestali, insieme con la Provincia del Vco.

Ottino e Scillitani hanno ricordato che “sono stati messi a disposizione per il progetto "Life WolfAlps" quasi 5 milioni di euro grazie a fondi europei per attivare forme di prevenzione ”e tra queste in primis le recinzioni elettrificate per la protezione del bestiame e i cani da guardiania per difendere le greggi dalle aggressioni. “Si sta inoltre procedendo al monitoraggio delle piste dei lupi tracciandole con Gps e sono state posizionate delle fototrappole - ha detto il presidente del Parco nazionale del Gran Paradiso -. Spesso i lupi vengono eliminati con mezzi subdoli come il veleno: il nostro compito è sempre più quello di ostacolare il bracconaggio attraverso la creazione di nuove unità cinofile e squadre di intervento per la prevenzione”. Nel corso della relazione è stata elogiata l'amministrazione regionale del Piemonte che, tra le poche, risarcisce i danni a chi (allevatori, pastori ma non soltanto) è stato attaccato dagli ungulati e ricordato che, secondo i dati rilevati da “Life WolfAlps" al 30 aprile dello scorso anno i lupi presenti nel Verbano Cusio Ossola erano 12, tutti geneticamente puri.


Redazione

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