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Territorio | 17 giugno 2021, 09:20

Un parco energetico al posto della Sisma?

Il vicesindaco Maurizio Romeggio: ''Il buon rapporto con Beltrame ha permesso di dare il via alla demolizione dell'ex stabilimento''

Un parco energetico al posto della Sisma?

L’ex stabilimento Sisma lascerà probabilmente posto ad un parco per energie rinnovabili.

 L’indiscrezione trapela nella conferenza stampa che l’amministrazione comunale di Villadossola ha indetto mercoledì pomeriggio per annunciare la demolizione di quanto resta dell’ex sito industriale che è di proprietà del Gruppo Beltrame di Vicenza.

All'incontro mancava, per impegni improvvisi, il dirigente del Gruppo che avrebbe potuto dare maggiori certezze sul futuro dell’area. Quindi, l’amministrazione Toscani si è limitata a confermate che l'ex Sisma sarà demolita. I lavori - causa la solita burocrazia - dovrebbero iniziare tra una trentina di giorni: dureranno un anno.

Via capannoni e quanto resta della fabbrica con il recupero di una vasta fetta di territorio in centro città, un'area di 110 mila metri quadrati.

Maurizio Romeggio, assessore all’urbanistica, reduce dalla riunione in Provincia, ha assicurato che il piano della bonifica e della demolizione stanno andando avanti e che il via ai lavori è imminente. Le analisi di Arpa hanno esposto un quadro abbastanza positivo della situazione e una prima parte dell’area verrebbe subito demolita. ‘’Si tratta della vecchia bulloneria e tutto quanto c’è attorno - dice Romeggio - . Un’altra parte ha invece richiesto altre analisi. L’azienda ha già fatto la gara di appalto per i lavori’’. 

Proprio l'assessore Ormeggio conferma come il buon rapporto con il Gruppo Beltrame abbia  permesso di raggiungere questo obiettivo che era nei programmi dell’amministrazione comunale.

‘’La riconversione delle aree dismesse era nel nostro programma - spiega il sindaco Bruno Toscani - . Abbiamo iniziato alla chiesa del Piaggio e ora proseguiamo con l’area Sisma’’.

Sul futuro di questa vasta zona l'amministrazione ha messo dei paletti. ‘’Non verranno altre industrie in centro città e soprattutto abbiamo detto no a possibili insediamenti nocivi’’ spiega Toscani .

Romeggio aggiunge: ‘’Abbiamo rifiutato offerte di società a rischio. Cosicché l’ipotesi che avanza è quella di un parto energetico e tematico. Al momento come Comune abbiamo ottenuto anche la riqualificazione delle aree limitrofe alla fabbrica con una nuova viabilità della zona’’.

La burocrazia ci ha messo del suo per allungare notevolmente i tempi. Un esempio sono gli ostacoli a posare un frantoio mobile sul posto. ‘’Per poterlo fare la pratiche avrebbe richiesto altri 7 mesi’’ dice Romeggio. Per essere frantumato il materiale verrà portato altrove e poi riportato a Villa.

Renato Balducci

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