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Attualità | 25 luglio 2021, 18:40

Piemonte quinto per abbandoni scolastici: nel 2020 sono stati 33mila

Molti lasciano dopo la terza media. La dispersione scolastica è un problema anche per il Sistema Paese e la sua economia

Piemonte quinto per abbandoni scolastici: nel 2020 sono stati 33mila

Sono 44 mila i giovani che l’anno scorso hanno abbandonato la scuola nel Nord Ovest, 33mila nella nostra regione che, con il 12%, ha il quinto tasso di abbandono più alto d'Italia.

A livello nazionale, riporta il sito d'informazione economica Enordovest, sono 543mila i giovani tra i 18 e i 24 anni che l’anno scorso hanno lasciato la scuola prematuramente. Molti dopo aver conseguito solo la licenza media: l'Italia è al terzo posto nell' Ue per tasso di dispersione scolastica (13,1% contro una media europea del 10%). A livello territoriale sono le regioni del Sud a registrare i livelli più elevati. Un problema anche per il Sistema Paese e la sua economia “e che -scrive l’Ufficio studi della Cgia- assieme alla denatalità, sta contribuendo a mettere in difficoltà tantissime aziende”.

Molte pmi, in particolar modo del Nord, sono tornate a denunciare la difficoltà di reperire figure professionali con elevati livelli di specializzazione. Quella della dispersione scolastica in Italia -evidenzia Enordovest- è otto volte superiore ai cosiddetti “cervelli in fuga”. Nel 2020, infatti, sono stati 68mila giovani con un titolo di studio medio-alto che si sono trasferiti all’estero per ragioni di lavoro. Se l’abbandono scolastico non è ancora avvertito come una piaga educativa con un costo sociale importante, la “fuga” all’estero di tanti giovani diplomati o laureati lo è, sebbene il numero della prima criticità sia molto superiore a quello della seconda.

Con un basso numero di diplomati e laureati il rischio -sottolinea Enordovest- è quello di un impoverimento generale del sistema Paese e, in misura ugualmente preoccupante, di una marginalizzazione di molte persone che difficilmente potranno essere integrate attivamente nella nostra società. Tutti gli esperti, infatti, sono concordi nel ritenere che la povertà educativa e la povertà economica vanno di pari passo. Le cause che determinano la “fuga” dai banchi di scuola sono principalmente culturali, sociali ed economiche: i ragazzi che provengono da ambienti socialmente svantaggiati e da famiglie con un basso livello di istruzione hanno maggiori probabilità di abbandonare la scuola prima di aver conseguito almeno la maturità.



Redazione

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