Territorio - 31 agosto 2021, 12:22

Nuova vita per i terrazzamenti della valle Antrona

Si è costituita una associazione fondiaria: già recuperati 1600 metri quadrati di fondi, alcuni coltivati con la segale

Nuova vita per i terrazzamenti della valle Antrona

Un’altra azione concreta e importante per la Valle Antrona, i suoi comuni, i suoi abitanti.  S’è formalmente costituita l’Associazione Fondiaria (AsFo), nata per recuperare  i terrazzamenti nella frazione Viganella , nel Comune di Borgomezzavalle.  Un modo per aggregare proprietari di fondi agricoli e Comune, per dare un futuro al paesaggio terrazzato della Valle Antrona.

Le associazioni fondiarie sono uno strumento innovativo: fanno leva sullo spirito di comunità per affrontare il difficile problema della frammentazione fondiaria, in ambito alpino, anche dallo spopolamento delle valli che ha caratterizzato la seconda metà del XX secolo.

‘’Il lavoro di indagine, l’individuazione dei proprietari, il contatto e dialogo - una attività condotta dall’Ente di Gestione delle Aree Protette dell’Ossola -  è stato lungo e delicato’’ ci spiega il sindaco di Borgomezzavalle, Stefano Bellotti.

Oggi i proprietari dei fondi hanno la possibilità di ridare una funzione attiva ai propri beni, in alcuni casi dimenticati. ‘’Durante il processo di costituzione dell’Associazione Fondiaria TERRAVIVA – aggiunge Bellotti -  alcuni proprietari hanno preso coscienza della materiale localizzazione dei propri beni, per poi condividerne uso e gestione con la comunità locale e l’Amministrazione pubblica, allo stesso tempo garante e promotrice del processo di recupero dei terreni terrazzati abbandonati’’

I partner del progetto Terraviva sono la Società di Scienze Naturali del VCO, l’ente di Gestione delle Aree Protette dell’Ossola, il Comune di Borgomezzavalle e la Cooperativa Il Sogno . Il progetto è stato sostenuto  dalla Fondazione Cariplo.

Dice il sindaco: ‘’Il progetto è una sfida, un atto di coraggio, un’azione di fiducia e di rispetto: dare nuova vita a questa valle e alla sua terra, proporre e ripensare una visione economica alternativa per i suoi abitanti, un’attenzione alla salvaguardia della biodiversità di una valle alpina ai margini ma ricca di personalità, recuperando antiche pratiche agricole per generare economia, cultura, e... nuova vita!’’

Oggi oltre ai campi di Viganella si sono aggiunti   anche quelli di Varchignoli a Villadossola e quelli in località Cheggio a Borgomezzavalle.

Da poco si è concluso il secondo raccolto della segale: l' anno scorso erano state piantate diverse varietà: l 'Università ne ha studiato i raccolti individuando  quale fosse la migliore, per procedere poi con la semina.

‘’A oggi – dice Bellotti - si contano circa 1600 mq di terrazzamenti  recuperati. E si procede con altri. Oltre alla segale dalla quale si ricava la farina, sono stati piantati e raccolti zafferano, fagioli nani e patate. L' obiettivo ora è garantire la continuità del Progetto negli anni successivi. Sono felice del lavoro svolto e dei risultati raggiunti grazie a tutti i partner ai quali porgo i miei ringraziamenti’’.

Renato Balducci

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