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Sanità | 09 settembre 2021, 12:05

Svizzera, test obbligatori per i sanitari non vaccinati

Pass covid per i visitatori delle strutture sociosanitarie. Alla base della decisione del consiglio federale la volontà di proteggere le persone particolarmente vulnerabili

Svizzera, test obbligatori per i sanitari non vaccinati

Alla luce dell’evoluzione epidemiologica delle ultime settimane e con la volontà di proteggere ulteriormente le persone particolarmente vulnerabili da infezioni da Coronavirus, il Consiglio di Stato ha deciso nella sua seduta settimanale di rendere obbligatorio il test per il personale sociosanitario non in possesso del certificato Covid, ovvero in particolare non vaccinato, e il certificato Covid per i visitatori delle strutture. L’obbligo per questi ultimi entra in vigore dal 15 settembre, mentre alle strutture e ai servizi è dato tempo fino al 1 di ottobre per organizzare test mirati e ripetuti per il proprio personale, che dovrà disporre di un test con esito negativo risalente al massimo a quattro giorni.

La decisione governativa dell'8 settembre infatti incarica le strutture sanitarie (ospedali e cliniche) e socio-sanitarie (case per anziani e istituti per invalidi), così come altri servizi del settore (centri diurni per anziani terapeutici e socio-assistenziali, centri diurni per invalidi, strutture residenziali per tossicodipendenti e servizi di assistenza e cura a domicilio), di promuovere test mirati e ripetuti per i propri dipendenti privi di certificato Covid ai sensi dell’Ordinanza 3 Covid-19.

Queste strutture possono decidere di prevedere anche una frequenza maggiore di test e sono responsabili del controllo dei certificati. Al contempo, sono invitate a continuare a promuovere la medicina basata sull’evidenza, anche in ambito vaccinale, incoraggiando la vaccinazione dei propri collaboratori.

Questa decisione recepisce quanto raccomandato dall’Ufficio federale della sanità pubblica e segue l’esempio di alcuni altri Cantoni. Il Governo è persuaso che questi provvedimenti rappresentino un ulteriore importante tassello nella strategia di contenimento della diffusione del Coronavirus in Ticino. 

Redazione LuganoLife

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