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Cronaca | 04 agosto 2022, 17:00

Sovraffollamento e carenza di personale nelle carceri piemontesi

La Regione: "Monitoraggio ogni 3 mesi". I sindacati della polizia penitenziaria: "Situazione drammatica, ma ogni giorno gli agenti danno dimostrazione della loro grande professionalità"

Sovraffollamento e carenza di personale nelle carceri piemontesi

È stato dedicato all’analisi delle problematiche delle carceri piemontesi l’incontro che il presidente della Regione Alberto Cirio ha avuto giovedì mattina con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria. All'incontro ha partecipato anche il capo di gabinetto Gian Luca Vignale.

Si è stabilito che ogni tre mesi Regione e sindacati si incontreranno per una valutazione della situazione all’interno dei vari istituti.

Nel corso dell’incontro sono state affrontate anche tematiche come la situazione di sovraffollamento degli istituti penitenziari piemontesi, la contestuale grave carenza di organico della Polizia penitenziaria e l’aumento esponenziale delle aggressioni a carico degli agenti in numero mai registrato negli ultimi 40 anni.

Inoltre, aderendo a una richiesta dei sindacati, la Regione effettuerà una ricognizione dell’utilizzo dei posti letto nei reparti riservati ai detenuti degli ospedali piemontesi, al fine di favorire al massimo l'utilizzo dei reparti ospedalieri dedicati ai detenuti, riducendo ed efficientando di conseguenza l'uso del personale della polizia penitenziaria addetto alla sicurezza.

Infine le organizzazioni sindacali hanno chiesto il potenziamento dei servizi di collegamento con la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, per facilitare il raggiungimento del luogo di lavoro da parte dei lavoratori dell’Istituto penitenziario.

"Da quanto è trapelato dall'incontro - hanno spiegato i sindacati - la situazione è esplosiva un po' ovunque in Piemonte e non solo a Torino". I sindacati e gli agenti della polizia penitenziaria ogni giorno danno dimostrazione della loro professionalità impedendo che gli oggettivi problemi di vivibilità quotidiana delle carceri possano diventare il pretesto per azioni violente verso le cose o verso gli agenti stessi. Garantendo, peraltro, il diritto dei detenuti di manifestare il disagio.


Redazione Torino

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