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Attualità | 05 agosto 2022, 09:20

"Per la siccità rischio discesa da alpeggi ad agosto. Fuori controllo prezzo fieno e mangimi"

Colombero (Uncem): "Alla fine resterà a sfruttare i pascoli solo chi fa il margaro per hobby o per i premi della PAC. Serve un confronto urgente con la Regione".

"Per la siccità rischio discesa da alpeggi ad agosto. Fuori controllo prezzo fieno e mangimi"

"Il rischio concreto è che già in agosto molte mandrie lasceranno gli alpeggi per ritornare in pianura: l’erba è secca e l’acqua manca. Non si può restare. I tempi minimi di alpeggio, anche in funzione dei premi della PAC, rischiano di non essere rispettati". A lanciare l'allarme è Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte, che parla di una "situazione drammatica", "un incubo per le centinaia di famiglie di margari".

Ma il problema non è solo anticipare la discesa. "La stagione foraggera - spiega - è stata difficoltosa anche in pianura con pochissimo fieno prodotto il che si traduce in aumenti spropositati dei prezzi. In due anni il prezzo è già raddoppiato, dai 10 euro ai 20-25 euro al quintale. Oggi si parla di prezzi intorno ai 35 euro al quintale. Insostenibile per le aziende, soprattutto quelle dei margari, che si approvvigionano quasi totalmente all’esterno".

"Serve un confronto urgente con la Regione - sottolinea Uncem- per capire come andare incontro alle esigenze di queste aziende perché da sole non possono reggere: derogare ai tempi minimi per l’alpeggio e prevedere sostegni economici perché è  impossibile superare l’inverno con questi costi e con il prezzo dei vitelli (soprattutto di razza piemontese) che sono a livelli di 20 anni fa".

"Se non si interviene concretamente rischiamo di far saltare definitivamente un settore che da centinaia di anni permette un utilizzo equilibrato e sussidiario delle risorse foraggere in montagna e in pianura. E, alla fine, resterà a sfruttare i pascoli solo chi fa il margaro per hobby o per i premi, ovvero coloro per i quali è del tutto irrilevante se l’azienda sta in piedi per ciò che produce. L’importante è avere ettari e avere titoli per i contributi. Acqua o siccità sono del tutto secondari. Non possiamo permettercelo" concludono.




C.S.

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