Territorio - 19 novembre 2022, 20:10

Per l'ingresso di Verbania nel Parco nazionale Val Grande manca solo la firma del presidente Mattarella

Anche Ornavasso e Mergozzo vorrebbero entrare nell'ente

Per l'ingresso di Verbania nel Parco nazionale Val Grande manca solo la firma del presidente Mattarella

E’ quasi fatta per l’ingresso di Verbania nel Parco nazionale Val Grande. Il ministero dell’Ambiente ha dato parere favorevole alla richiesta d’ammissione.

Manca solo la firma al decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

A dare l’annuncio, intervenendo al convegno a villa Giulia “Un Parco nella Città… la Città nel Parco”, organizzato dal Comune, è stato il presidente, Luigi Spadone. La partnership con Verbania, precisa, già esiste, “perché l’Amministrazione ha messo a disposizione la capo ufficio tecnico in attesa che il ministero dell’Ambiente nomini il nuovo direttore”.

Una lentocrazia, quella ministeriale, contro la quale ha puntato il dito il sindaco di Ornavasso, Filippo Cigala Fulgosi, altro Comune candidato all’ingresso nel Parco: “Avevamo tentato di salire sul carro di Verbania ma è stato difficile interloquire col ministero. Nel frattempo il Comune di Premosello che s’era dichiarato disponibile ad allargare il confine del parco sul proprio territorio fino al nostro ha cambiato idea su pressione dei proprietari di alcuni terreni agricoli e abbiamo dovuto ricominciare da capo trovando un altro Comune (Pieve Vergonte, ndr) disposto ad allargare il suo territorio incluso nel parco fino al nostro confine. Anche Mergozzo vuole entrare nel parco con noi”.

“Il parco – ha detto aprendo i lavori il senatore Enrico Borghipuò diventare uno strumento importante nella gestione della transizione ecologica. Non un mero strumento di conservazione ma un soggetto in grado di sovrintendere allo sviluppo sostenibile del territorio. La Provincia dovrebbe rendersene conto anziché limitarsi a qualche intervento nelle scuole e a tagliare nastri”.

L’idea di fare della Valgrande un parco naturale risale ai primi anni del secondo dopoguerra, ricorda il giornalista scrittore Teresio Valsesia: “A fare la prima proposta sono stati il generale Raffaele Cadorna, quand’era senatore, e l’onorevole Natale Menotti nel ricordo delle vicende della Resistenza svoltesi proprio in Valgrande”. E’ toccato poi proprio a Valsesia, insieme alla prima presidente del parco Franca Olmi Frigerio – che ha rivolto un saluto al convegno in video conferenza – riannodare il filo della proposta di Cadorna e Menotti ed arrivare all’istituzione del parco nella prima metà degli anni ’90. Fondamentale è stato anche il libro di Valsesia “Valgrande ultimo paradiso” del quale è fresca di stampa la settima edizione. E’ stato il primo di una nutrita serie di titoli che hanno contribuito a radicare l’idea prima e dopo la nascita del parco.

Il consenso attorno al parco è cresciuto progressivamente. Oggi più nessuno dubita delle potenzialità anche economiche per il territorio dell’area protetta. Lo testimoniano gli interventi di Massimiliano Maroni (Federalberghi) e Maurizio Battaglia (Consorzio campeggiatori).

“L’idea che un parco porti vincoli all'attività economica – ha detto nelle conclusioni Silvia Marchionini – è superata. Prevedo che fra 10 anni ci saranno altri Comuni, oltre a Ornavasso e Mergozzo, che vorranno entrare”.

Redazione

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