Economia e lavoro - 29 novembre 2022, 14:20

“Nuovo accordo fiscale frontalieri sia approvato con memorandum d’intesa tra sindacati, Mef e Comuni di frontiera”

Le sigle sindacali: “Ddl e sua conversione in legge riparta da dove eravamo arrivati evitando di svuotare i contenuti in nome della presunta necessità di chiudere entro l’anno”

“Nuovo accordo fiscale frontalieri sia approvato con memorandum d’intesa tra sindacati, Mef e Comuni di frontiera”

“Nella giornata di giovedì 24 novembre il Consiglio dei Ministri ha esaminato il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’accordo tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera relativo all’imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri tra i due paesi, unitamente al Protocollo aggiuntivo, allo scambio di lettere dei due Paesi ed al protocollo di modifica della Convenzione tra Italia e Svizzera contro le doppie imposizioni. Testi anche finalizzati a regolare talune questioni in materia di imposte su redditi e patrimoni e sottoscritti il 23 dicembre 2020.

Tale atto, a firma della Presidente del Consiglio, riapre l’iter legislativo affidando al Parlamento il testo per la sua conversione in legge in tempi ragionevolmente brevi, percorso interrotto a seguito dello scioglimento delle Camere dell’ottobre scorso mentre il Senato si apprestava a calendarizzare il DDL 2482 anche a seguito di audizioni alle organizzazioni sindacali ed alla associazione dei Comuni di frontiera (osservazioni portate l’8 marzo 2022 alla commissione affari esteri del Senato), firmatari di un memorandum d’intesa in pari data, contenente puntuali indicazioni di misure fiscali, previdenziali e normative volte a limitare la sperequazione tra i frontalieri regolamentati con le attuali regole (derivanti dall’accordo del 1974 e successive modifiche) e quelli regolati dalle nuove norme.

In particolare nel testo firmato dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Unia, Ocst, Syna presso il MEF e riportati nel DDL 2482 si introducono per tutti i frontalieri italiani che si recano a lavoro nei paesi confinanti o limitrofi all’Italia: l’aumento della franchigia a 10.000 euro; la non imponibilità degli assegni familiari erogati dal Paese di lavoro; la deducibilità dei contributi per prepensionamento di categoria; l’impegno a rispettare la parità di trattamento in caso di smart working; l’innalzamento della Naspi in relazione all’anzianità di servizio; l’istituzione del tavolo interministeriale sullo Statuto dei lavoratori frontalieri; la convocazione del tavolo di monitoraggio per la corretta applicazione dell’accordo e per promuovere il confronto sui progetti di sviluppo economico-sociale dei comuni i frontiera. Il testo del memorandum d’intesa riporta inoltre tutte le misure a sostegno dei Comuni di frontiera a regime in luogo dell’attuale sistema dei ristorni.

I sindacati ribadiscono quindi la necessità e chiedono rassicurazioni che ai fini dell’approvazione del nuovo DDL e della sua conversione in legge, si riparta da dove eravamo arrivati evitando di svuotare i contenuti dell’intesa in nome della presunta necessità di chiudere entro l’anno.

Così in un comunicato i sindacati frontalieri Cgil, Cisl, Uil, Unia, Ocst e Syna.


C.S.

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