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Attualità | 24 febbraio 2023, 16:31

Siccità, l'attesa pioggia non arriva: a rischio le produzioni agricole piemontesi

Lago Maggiore al 19% di riempimento e Po a secco. Preoccupazione di Coldiretti: “La neve sulle nostre montagne sarebbe importante per rimpinguare le scorte d’acqua ma anche per proteggere i terreni e le semine”

Siccità, l'attesa pioggia non arriva: a rischio le produzioni agricole piemontesi

Resta l’allarme siccità in quella che doveva essere una settimana piovosa, secondo le previsioni in Piemonte. L’allarme, anzi, si estende a tutta Europa, dalla Francia alla Spagna dove per la mancanza di precipitazioni non ci sono le ghiande per alimentare i maiali destinati al prelibato Pata Negra, fino alla Gran Bretagna dove si segnalano scaffali vuoti con il via ai razionamenti nei supermercati. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sulla base della mappa europea del programma Copernicus che mostra allarmi e allerte sulla bassa umidità del suolo in molte parti meridionali.

In Piemonte, se nel 2022 si è registrato il 60% di pioggia in meno rispetto alla media, il 2023 non si presenta meglio e già si segnalano criticità in diverse aree. La mancanza di pioggia tra dicembre 2022 e gennaio 2023 non ha permesso di recuperare il deficit precedente tanto che il Lago Maggiore ha una percentuale di riempimento del 19% ed il fiume Po è a secco, con -3,2 metri rispetto allo zero idrometrico al Ponte della Becca, mostrando rive ridotte a spiagge di sabbia come in estate, secondo l’ultima rilevazione della Coldiretti.

“Speravamo nell’arrivo di nuove perturbazioni in questa settimana che sono importanti per preparare le semine primaverili in una situazione in cui si registra un deficit idrico del  40% nel nord Italia, secondo l’analisi Coldiretti su dati Isac Cnr – spiegano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. La neve sulle nostre montagne sarebbe importante per rimpinguare le scorte d’acqua ma anche per proteggere i terreni e le semine. Il rischio, invece, è che le alte temperature favoriscano i primi germogli e che, poi, eventuali bruschi abbassamenti possano portare gelate dannose per le colture in fase di nascita. La preoccupazione è che con il grande fiume Po a secco sia in dubbio la produzione di 1/3 del Made in Italy a tavola che proviene proprio dalla Pianura Padana”.

C.S.

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