Territorio - 24 marzo 2023, 14:50

Villadossola, offerte della parrocchia alla cooperativa palestinese

L'associazione di Violette Khoury unisce donne musulmane e cristiane attorno al ricamo tradizionale con lo scopo di “tessere” relazioni di pace e di riconoscimento reciproco tra tutte le persone

Villadossola, offerte della parrocchia alla cooperativa palestinese

Le parrocchie di Villadossola e della Valle Antrona destinano le offerte che verranno raccolte durante la celebrazione delle messe di domenica 26 marzo a favore della cooperativa di Violette Khoury, che unisce donne palestinesi, sia musulmane che cristiane, attorno al ricamo tradizionale ma con lo scopo di “tessere” relazioni di pace e di riconoscimento reciproco tra tutte le persone che abitano a Nazareth, nella Palestina e nel territorio di Israele.

La decisione di destinare le offerte a questa cooperativa è nata in seno alla parrocchia in seguito al pellegrinaggio in Terra Santa fatto dal parroco don Massimo Bottarel con un gruppo di villadossolesi e con don Paolo Cavagna e alcuni suoi parrocchiani.

“Il pellegrinaggio – spiega don Massimo - ci ha permesso non solo di vedere chiese e basiliche, scavi archeologici, pagine di vangelo, ma ci ha permesso anche di incontrare cristiani che vivono oggi in quella terra, con santità e difficoltà.

A Nazareth, abbiamo incontrato Violette, donna dolce di 85 anni, che ha vissuto dall’inizio la tragedia del popolo palestinese, la nakba, che significa catastrofe. Una donna come tutte le altre di Palestina, che ci ha raccontato la sua storia. Per questo proponiamo a tutte le nostre parrocchie, di raccogliere le offerte di domenica  a favore della cooperativa di Violette”.

La palestinese ha illustrato ai pellegrini ossolani il lavoro dell'associazione Nasijona-Nazareth. Il nome Nasijona significa in lingua araba “il nostro tessuto”. Più di cento donne cristiane e musulmane si trovano per svolgere lavori artigianali come la lavorazione del pizzo, una tradizione che stava andando perduta. “La cooperativa -ha spiegato Violette -intende far passare le abilità e le tradizioni alle nuove generazioni perché possano conservarle e proseguirle, è un modo per restituire l’identità perduta. Davanti alla sfida della repressione dell’identità palestinese, il pericolo è quello di diventare diverse entità appartenendo a religioni diverse e di perdere così la memoria, il senso della nostra storia, delle lingue e della tradizione che costituisce e rinforza il legame sociale”.


Mary Borri


Mary Borri

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