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Territorio | 17 settembre 2023, 14:16

Da Verbania a Capo Nord in sella alla sua Yamaha: per la motociclista Marisa Turco un viaggio per mettersi alla prova e ritrovare se stessa

9.000 km in venti giorni tra vento, pioggia e tanta stanchezza ripagata però da un'esperienza indimenticabile

Da Verbania a Capo Nord in sella alla sua Yamaha: per la motociclista Marisa Turco un viaggio per mettersi alla prova e ritrovare se stessa

E' il sogno di ogni motociclista raggiungere Capo Nord in sella alla propria moto. Affrontare quasi 10.000 km in poche settimane, attraversando tutta l'Europa per giungerne il punto più estremo, in Norvegia.

Marisa Turco, biker verbanese, l'ha coronato lo scorso mese. Marisa, 56 anni, funzionario dell'Arpa Piemonte e mamma di tre ragazze, ha iniziato ad andare in moto 5 anni fa: "Ho sempre amato le moto, sin da ragazzina - racconta - ma per tutta la vita ho viaggiato come passeggera sui mezzi dei compagni che ho avuto. Poi, non avendo più un compagno, ho deciso di comprare una moto tutta per me e imparare a portarla. Dapprima ho guidato una Suzuki 500 e poi ho acquistato la Yamaha Tracer 700 con cui sono andata a Capo Nord".

"Perché Capo Nord? Perché volevo fare un percorso interiore, stare lontano dal lavoro, dai pensieri, dagli impegni della vita frenetica - racconta Marisa - e Capo Nord è un po' il sogno di tutti i motociclisti. Ero affascinata da questa meta, ma soprattutto dal viaggio attraverso l'Europa, per vedere paesaggi così diversi ed unici, incontrare nuove persone, mettermi alla prova". Così la decisione: "Inizialmente pensavo di andare da sola - spiega - ma poi sono venuta a conoscenza di un gruppo di persone che, pur non essendosi mai incontrate, si stavano organizzando sui social per affrontare insieme questa esperienza. Ho deciso di aggregarmi, e così siamo partiti il 3 agosto. L'appuntamento per tutti noi, che provenivamo un po' da tutta Italia, era a Innsbruk".

Marisa parte da Verbania il 3 agosto e raggiunge dunque gli altri partecipanti, una quindicina di moto e un'altra sola pilota. Imbarcano le moto sul treno per raggiungere Amburgo e poi da lì iniziano la risalita verso Capo Nord attraverso Germania, Danimarca, Norvegia. Sono circa 400 km di viaggio in media al giorno, un'infinità di brevi trasferimenti in traghetto da una penisola all'altra, gallerie sotterranee, panorami che cambiano di continuo, condizioni meteo che non sempre sono favorevoli e strade impegnative.

"Un viaggio bellissimo ma anche stancante - racconta - prima di arrivare a Capo Nord, in Norvegia, abbiamo guidato con vento e pioggia, con le moto cariche di bagagli. A queste condizioni meteo non proprio ideali si sono aggiunti tratti di strada sterrata, resi ancora più difficili dalla pioggia. Ma i panorami che si aprivano ad ogni curva, le colline verdi, i contrasti di colore, ti ripagavano degli sforzi compiuti".

Ci sono stati momenti difficili? "Sicuramente sì - spiega Marisa - qualche caduta, fortunatamente senza danni né per me né per la moto, e qualche deviazione sul percorso perché avevo paura ad affrontare lunghi tratti di sterrato non avendo una preparazione ed esperienza specifica. E' capitato diverse volte di abbandonare il gruppo, scegliere un altro percorso che ritenevo più semplice, e ritrovare i compagni di viaggio la sera, viaggiando per ore ed ore da sola. E' stato in quei momenti che mi sono sentita davvero in pace con me stessa, serena, lontana da tutte le preoccupazioni".

Il 17 agosto, dopo aver trascorso la notte in un albergo a pochi km dalla meta, alle 4 e mezza del mattino Marisa raggiunge Capo Nord. "E' stato un momento indimenticabile, una vittoria. Ce l'avevo fatta. Sotto al globo che si trova a Capo Nord era già presente un gruppetto di motoviaggiatori italiani guidati da una vera e propria leggenda, Gionata Nencini, che di viaggi in giro per il mondo ne ha fatti moltissimi, e li ha raccontati nei suoi libri".

I momenti più emozionanti di questo viaggio? " L'arrivo appunto a Capo Nord, ma anche una proposta di matrimonio davvero singolare. Lungo il viaggio avevamo incontrato un giovane motociclista e la sua compagna, e li abbiamo ritrovati a Capo Nord. Qui lui durante la foto di rito si è inginocchiato e le ha chiesto di sposarlo. Ci siamo commossi tutti". Il rientro verso l'Italia è stato altrettanto ricco di momenti molto belli: "In Finlandia abbiamo visitato il paese di Babbo Natale, e in Svezia siamo stati da un motociclista siciliano emigrato in quel paese che apre la sua casa per un caffé e una fetta di torta a tutti i motoviaggiatori italiani".

Il 26 agosto, ancora sotto la pioggia, il rientro a Verbania."Un'esperienza che porterò per sempre nel cuore, una soddisfazione essere riuscita a portare a termine un viaggio che mi piace definire ai confini del mondo" conclude Marisa. Altri progetti? "Innanzitutto godermi ancora, prima dell'arrivo della stagione fredda, qualche uscita in moto con le mie amiche, perché le biker donna sono sempre di più e davvero di tutte le età, e poi penserò a un prossimo viaggio. Chissà, magari la Spagna, oppure un qualche paese asiatico. Vedremo".

Miria Sanzone

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