A Colloro domenica 30 novembre si terrà un incontro dedicato a chi immagina la montagna non solo come luogo da visitare, ma come spazio di vita, libertà e autogestione.
L’appuntamento, dal titolo “Montagna LibertAria”, nasce dal desiderio di costruire una rete di persone e realtà che vivono o sognano le terre alte come territori di autonomia e mutualismo, capaci di resistere alle logiche del profitto e di recuperare un rapporto autentico con la natura e la comunità.
Per secoli, le montagne hanno custodito forme di convivenza basate sulla collaborazione e sulla condivisione delle risorse. L’industrializzazione e il turismo di massa hanno però spezzato questo equilibrio, lasciando dietro di sé villaggi svuotati e tradizioni dimenticate. Oggi, in un tempo segnato da crisi ambientali e sociali, riscoprire la montagna come luogo di resilienza, solidarietà e sostenibilità diventa un gesto politico e umano insieme.
Nel corso del pomeriggio, si alterneranno voci e testimonianze di chi lavora per dare nuova linfa a queste visioni: Marco Immovilli, ricercatore in ecologia politica all’Università di Wageningen, parlerà delle comunità contadine alpine e delle loro pratiche post-capitaliste; Marco Branchi, del gruppo anarchico Mikhail Bakunin, rifletterà su “Over-tourism e capitalismo di montagna”; Chiara Tosi, docente e formatrice in ambito ecologico, porterà l’esperienza di Alekoslab e del Cers Popolare e Sostenibile Vco.
Accanto a loro, realtà come Valle Aperta, Cantiere Naviledo e altri gruppi comunitari racconteranno esperienze concrete di mutualismo, agricoltura condivisa e resistenza territoriale.
La giornata inizierà alle 12:30 con un pranzo conviviale al Circolo di Colloro (prenotazione entro giovedì 27), per proseguire nel pomeriggio con l’assemblea pubblica, a partire dalle 14:30.















