Attualità - 02 gennaio 2026, 08:13

Uncem: "L'obiettivo per il nuovo anno? Il dialogo"

Il presidente Colombero: "Serve un nuovo approccio che prima di essere politico è umano"

Nella foto il presidente Roberto Colombero

Roberto Colombero, presidente nazionale Uncem, traccia un bilancio dell’anno appena concluso e condivide un messaggio di auguri per il 2026:

“Negli ultimi giorni, molti mi hanno chiesto che auguri si fa Uncem per il nuovo anno. Di certo il Congresso di Bardonecchia - e poi il nazionale a L'Aquila - è stato per noi il "capodanno istituzionale" che ha aperto cinque nuovi anni di impegno e di lavoro. Per i sindaci e gli amministratori il 31 dicembre ha un significato politico che di fatto oggi ci impegna nel costruire percorsi nuovi coinvolgendo tutti i livelli istituzionali. Anche quelli più distratti e forse assopiti. Chi oggi cerca di dividere la montagna in nome di riorganizzazione e riclassificazione trova in Uncem e nei sindaci stessi una risposta, non nuova: segmentare, confinare, partimentare ha veramente poco senso in un sistema territoriale che ha una grande caratteristica e un ordinario impegno, il dialogo.

La relazione è stata cuore e anima del Congresso 2025. Se non stiamo in dialogo, non siamo. Questo è l'augurio. Per stare in dialogo, serve un nuovo approccio che prima di essere politico è umano. L'umanesimo è quello che non ci divide perché mette da parte ogni frizione e ogni stereotipo, ogni considerazione del passato e ogni giudizio. La pace? Forse possiamo chiamarla così. Generarla partendo da noi, dai paesi. Il dialogo tra noi è emblema di nuovi percorsi che dovranno vedere regione e governo, parlamento e imprese attenti verso le dimensioni che le aree montane e gli enti locali pongono. Servono riforme. Quelle che permettono di essere ancora. Senza riforme, restiamo ancorati nel passato e le Istituzioni democratiche schiacciate da poteri che non sono politica. Le politiche sono riformiste se sanno cambiare e ci aiutano a cambiare. Oltre le comfort zone che abbiamo. Restare come siamo è un grande rischio di fronte a prove complesse e crisi che nel nuovo umanesimo si affrontano insieme e con la politica.

Uncem vuole esserci. Per mettere in luce tutto quello che ci unisce e respingere quello che ci divide, tantopiù se mirato a dividerci. Noi guardiamo senza retorica a giovani e a chi è rimasto più indietro, più fragile. Siamo multilateralisti e alimentiamo la speranza che muoviamo dal Congresso 2025. Uncem è "casa della montagne e dei comuni" dove tutti e tutte si sentano più coesi nel noi”.

Comunicato Stampa