Sabato 10 gennaio si è tenuto a Domodossola il partecipassimo convegno “San Francesco e l’Ossola”. La giornata di studi è stata promossa dal Santuario di Sant’Antonio di Padova in Anzino in collaborazione con l’Associazione Culturale Mario Ruminelli e la Pro Loco di Domodossola e ha visto relazioni di Enrico Rizzi, Fiorella Mattioli Carcano, don Fabrizio Cammelli, parroco di Anzino e don Damiano Pomi. In apertura gli interventi della presidente della Pro Loco di Domodossola, Vanda Cecchetti, e del presidente della Fondazione Ruminelli, Antonio Pagani.
“Anzino è un santuario che non ha origine dal francescanesimo ma da una spontanea devozione popolare in un santo francescano come Sant’Antonio, uno dei santi più popolari del cattolicesimo. Come santuario Antonino più importante dell’Alto Piemonte crediamo sia giusto celebrare gli ottocento anni dalla morte di Francesco, perché il francescanesimo ha interessato moltissimo il nostro territorio e lasciato tracce profonde”, le parole di don Fabrizio Cammelli.
La giornata è stata organizzata in apertura dell’ottocentenario dalla morte di San Francesco d’Assisi e prelude alla festa della Domenica del Giglio ad Anzino, in cui il paese celebra il primo miracolo di Sant’Antonio in paese, quando all’arrivo del quadro del santo nel 1669 nei prati innevati fiorirono i candidi gigli del santo. La festa è prevista per il 25 gennaio e vedrà la presenza delle reliquie di San Francesco e Sant’Antonio portate dai frati della basilica di Padova.