Attualità - 16 gennaio 2026, 07:20

Inps: retribuzioni dieci anni, privati in crescita, pubblici sotto l’inflazione

Secondo l’analisi dell’Istituto, tra il 2014 e il 2024 i salari medi dei lavoratori privati sono aumentati del 14,7%, quelli pubblici dell’11,7%; persistono ampie differenze di genere

Tra il 2014 e il 2024 le retribuzioni medie dei lavoratori privati in Italia (esclusi i domestici) sono cresciute nominalmente del 14,7%, mentre quelle dei dipendenti pubblici sono aumentate dell’11,7%, un tasso inferiore a quello dell’inflazione. Lo segnala l’“Analisi della dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti pubblici e privati”, elaborata dal Coordinamento statistico attuariale dell’Inps e presentata giovedì 15 gennaio.

Nel 2024, secondo lo studio, la retribuzione annuale media dei dipendenti privati era di 24.486 euro, mentre quella dei dipendenti pubblici di 35.350 euro. Limitandosi alle retribuzioni contrattuali, senza considerare straordinari e indennità, tra il 2019 e il 2024 il divario tra crescita nominale dei salari e inflazione supera i nove punti percentuali, con conseguente perdita di potere d’acquisto.

Il report conferma inoltre che nel settore privato le donne continuano a guadagnare molto meno degli uomini: nel 2024 la retribuzione media annua femminile è stata di 19.833 euro, circa il 70% di quella maschile (28.000 euro). Tuttavia, rispetto al 2014, il salario medio delle donne è cresciuto più rapidamente (+17,5%) rispetto a quello degli uomini (+13,5%), mentre parte del divario si spiega con un minor numero di giornate retribuite (240 contro 251).

Negli ultimi due anni, grazie alla bassa inflazione e ai ritardi nei rinnovi contrattuali, le retribuzioni reali hanno registrato un incremento. L’analisi delle retribuzioni nette mostra come gli interventi fiscali e contributivi abbiano sostenuto le fasce di reddito medio-basse, preservandone quasi completamente il potere d’acquisto, mentre per i redditi più alti la protezione dall’inflazione è stata parziale.

a.f.