Ambiente - 20 gennaio 2026, 12:00

Troppi vincoli, vanno modificate la zone a protezione speciale dell'Ossola

Il Comune di Antrona Schieranco vota il documento che sollecita l'intervento della Regione

Il municipio di Antrona Schieranco

Il consiglio comunale di Antrona Schieranco ha votato all’unanimità il testo del documento con il quale chiede la modifica, nel più breve tempo possibile, della perimetrazione delle zone Zps sul territorio. Un documento che sarà sottoporlo all’attenzione degli altri comuni del VCO, alla Provincia e alla Regione Piemonte.

La decisione di rivedere le Zps era partita dal Comune di Crevoladossola che lamentava i vincoli a cui erano sottoposte diverse aree urbanizzate.

Il testo in materia è stato esaminato e approvato nell’ultimo consiglio di Antrona Schieranco. Che, in pratica, chiede ‘’la formazione di un tavolo tecnico presieduto dalla regione Piemonte, aperto ad enti locali ed associazioni di categoria, per stabilire delle procedure utili a dare delle soluzioni al problema che è ampiamente diffuso su tutto il territorio ossolano’’.

Le Zone a protezione speciale, aree di interesse naturalistico soggette alle normative europee previste dal progetto Natura 2000, coprono in Ossola una superficie estremamente vasta, includendo aree artigianali, commerciali e residenziali.

Con questa decisione, il Comune antronese fa notare ‘’la situazione del territorio ossolano, che risulta in gran parte soggetto ai vincoli delle zone Zps e Sic (Siti di Interesse Comunitario’’.

Da qui una serie di constatazioni  che portano ‘’ad una complessità della normativa che di fatto rende impraticabili la maggior parte delle attività sociali ed economiche all'interno di queste aree’’.

Un richiamo agli enti superiori ‘’affinché si sviluppi una strategia che non ostacoli ulteriormente lo sviluppo economico e sociale dell’Ossola, già soggetto a numerose criticità. Poiché la perimetrazione delle Zps sul territorio è palesemente frutto di un errore di individuazione e l’obbiettivo finale è la revisione con l’esclusione delle zone urbane e produttive’’. Tanto da essere necessaria  ‘’una ridefinizione di tali aree. L’ unica strategia attualmente praticabile consiste nella realizzazione di piani di gestione dettagliati, specifici per ciascuna area, che definiscano con chiarezza le attività consentite’’.

 

Renato Balducci