A Domodossola, dove negli ultimi anni si è investito molto nella valorizzazione del centro storico, nella riqualificazione dell’area dello sport e in altri progetti significativi, si fa sempre più sentire una mancanza importante: un parco pubblico in cui i cani possano correre liberamente, giocare e socializzare in sicurezza.
Il tema non è marginale né riguarda una ristretta minoranza. Il numero dei cani presenti nelle famiglie è in costante crescita e riflette un cambiamento profondo nella società contemporanea: il bisogno sempre più diffuso di affiancare ai valori umani quelli della relazione con gli animali, in particolare con gli amici a quattro zampe. Per molte persone il cane non è solo un animale domestico, ma un vero e proprio membro della famiglia. Tuttavia, non tutti hanno a disposizione un giardino privato. Passeggiando con la mia amata Golden Retriever, mi capita ogni giorno di parlare con svariati concittadini e rendermi conto di una realtà comune: molti vivono in appartamento e i loro cani trascorrono gran parte del tempo tra il pavimento di casa e l’asfalto delle strade.
La mia Golden è fortunata, perché può godere di un giardino, ma la maggior parte degli animali non ha questa possibilità. Una condizione che, nel lungo periodo, può incidere negativamente sul benessere fisico e psicologico degli animali. Un’area cani non è solo uno spazio recintato: è un luogo di socializzazione, di movimento libero e di educazione comportamentale. È uno spazio dove i cani possono correre, giocare e interagire tra loro, e dove i proprietari possono incontrarsi, confrontarsi e costruire una comunità più consapevole e responsabile. Ma non solo: è anche un luogo dove chi ama i cani può trascorrere del tempo in loro compagnia, alleviare lo stress, sorridere e ritrovare un po’ di leggerezza nella vita di tutti i giorni. Un’area del genere potrebbe inoltre avvalersi del supporto di esperti – educatori cinofili e veterinari, tra le varie figure professionali – per aiutare padroni e cani a vivere insieme in modo più sereno e appagante, attraverso consigli pratici, momenti di formazione e attività guidate che rafforzino la relazione tra animali e proprietari, come ho potuto constatare in altre città europee e non in cui ho vissuto negli ultimi anni.
Se è vero che molto è stato fatto per rendere il centro storico più attrattivo e vivibile, è altrettanto vero che l’offerta di spazi dedicati al tempo libero condiviso tra cittadini e cani appare oggi insufficiente, se non del tutto assente.
Per questo motivo, si suggerisce all’amministrazione comunale di valutare concretamente lo sviluppo di un’area dedicata a questo scopo, rispondendo a un bisogno reale e sempre più sentito dalla comunità. È chiaro che la gestione di un’area cani comporterebbe delle sfide, ma dalle mie conversazioni quotidiane durante le passeggiate emerge chiaramente che molte persone sarebbero felici di offrire il proprio contributo in forma di volontariato per mantenerla pulita, ordinata e accogliente. Un modello partecipativo come questo potrebbe trasformare una semplice infrastruttura in un’occasione di coinvolgimento civico e senso di comunità. Investire in un parco per cani significa investire nel benessere, nella socialità e nel senso civico. È una scelta che parla di inclusione, rispetto e visione futura. Forse è arrivato il momento di chiedersi se una città possa davvero dirsi completa senza uno spazio in cui anche i suoi abitanti a quattro zampe possano sentirsi a casa.