“Sulla questione sanità, negli ultimi giorni l’amministrazione Pizzi chiede “confronto” e “leale collaborazione”. È legittimo; ma dopo anni di strappi, toni aggressivi e relazioni istituzionali compromesse da atteggiamenti che non dovrebbero appartenere a chi governa una città, sembra quasi un "mea culpa" probabilmente fuori tempo massimo”. Così, in una nota, i consiglieri Simone Racco e Marco Bossi del gruppo Impegno Civico per Domodossola. “Pizzi e la sua squadra, forse per salvare la propria immagine, oggi indossano la maschera delle vittime: questo non significa difendere Domodossola, ma pare più un maldestro tentativo di difendere se stessi”.
Attaccano Racco e Bossi: “Lo ribadiamo: che il sindaco oggi invochi una “leale collaborazione istituzionale”, dopo anni di comportamenti lontani da correttezza e rispetto nei rapporti, è paradossale. Ha rotto relazioni, ha trasformato ogni interlocuzione in un muro contro muro e ha indebolito la posizione della nostra comunità, non su un singolo argomento ma, in generale, su tutti i temi. Non entriamo nel merito tecnico di scelte che competono ad altri livelli istituzionali. Qui parliamo di responsabilità politica locale e di metodo amministrativo. Perché c’è un ulteriore aspetto che riteniamo critico: Pizzi annuncia indicazioni agli uffici comunali per “un’analisi puntuale”, arrivando a ipotizzare richieste e acquisizioni documentali anche presso altri comuni ed enti”.
“Ovviamente - proseguono i consiglieri - il comune ha titolo per chiedere documentazione. Il punto però è l’uso delle risorse e l’obiettivo: impostare un lavoro esteso e tardivo, con personale pagato dai cittadini di Domodossola, rischia di diventare una pura operazione di immagine. Il comune non può essere un megafono né una struttura di supporto alla comunicazione politica del sindaco: i dipendenti comunali sono al servizio dei cittadini, non delle convenienze del momento di chi amministra”.
“Domodossola merita una guida diversa: meno sceneggiate, più lavoro vero - concludono Racco e Bossi -. Perché oggi la città sembra ostaggio del metodo di amministrare di Pizzi e del suo entourage. Il sindaco riporti i toni su un piano di correttezza e smetta di scaricare sugli uffici comunali attività che sembrano essere più orientate a tutelare la propria immagine e funzionali alla sua propaganda piuttosto che a difesa della nostra Domodossola”.