E’ anche un viaggio tra l’Ossola e il basso Cusio l’articolo che la domese Benedetta Mostratisi ha confezionato per Linkiesta, il giornale di approfondimento incentrato soprattutto su temi sociali, politici, economici e finanziari, ma attento anche a tematiche culturali di larga portata.
‘’Il burro come cultura e valore per il territorio’’ è il testo apparso giovedì 22 gennaio sul giornale online e tratta il tema ‘’dal latte al piatto, da condimento a grasso seducente’’.
Un viaggio nella storia di questo derivato del latte, che tocca anche la nostra provincia e quella vicina di Novara, raccontato dalla domese laureata in Scienza gastronomiche dell’Università di Parma, dipartimento di Scienza degli alimenti.
‘’Il burro – scrive Mostratisi - ha vissuto oscillazioni di piacere e accettazione, tra necessità e privilegio. Una cosa è certa: per lunghi secoli è stato il condimento prediletto della pasta. Burro, cacio, spezie e nient’altro’’.
Ma la curiosità sul tema è nata a Domodossola nel negozio di antiquariato della famiglia Iussi dove, scrive Mostratisi, ha scovato ‘’una collezione di stampi da burro, spannarole e cucchiai invidiabile’’
Il viaggio, tra produttori e casari, arriva all’azienda agricola Baragioöj di Diego Ceresa che si trova ad Ameno, zona collinare del Lago d’Orta. ‘’Qui – si legge nel pezzo - grazie all’allevamento bovino, caprino e suino l’offerta produttiva è varia''.
Ma non è finita qui! Perché dalla ‘’sacralità del burro per la famiglia Ceresa e la sua importanza per la zona di Ameno’’ si torna in Ossola, alta Formazza, da Matteo Sormani, chef del ristorante Walser Schtuba che spiega come ‘’dal 2003 il burro è sempre stato parte della mia cucina e della mia accoglienza. È sbagliato affermare che in Italia non siamo capaci a fare burro: i burri italiani di qualità ci sono, pochi, ma esistono»
Un articolo che oltre a valorizzare il burro, rilancia uno spaccato tra gastronomia e artigianato del Verbano Cusio Ossola e dell'alto Novarese.