Gli automobilisti che attraversano la Svizzera senza fermarsi dovrebbero pagare una tassa di transito. Questo perché le strade nazionali, in particolare le grandi direttrici alpine, sono congestionate da un traffico di transito che, secondo alcuni politici svizzeri, non porta alcun beneficio reale al Paese.
E’ il balzello che la vicina Confederazione sta studiando e che è già stato approvato dagli Stati ed appoggiato dalla Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale. La proposta è stata lanciata dal consigliere agli Stati, il ticinese Marco Chiesa
In poche parole il ‘’sovraccarico’’ della rete viaria nazionale va ridotto con l'introduzione di una tassa di transito. Ne verrebbero esentati ovviamente i residenti in Svizzera e i turisti che soggiornano nella Confederazione.
Il ricavato della tassa sarebbe destinato al Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato.
Ma il ministro dei trasporti Albert Rösti ha espresso alcune perplessità. La prima relativamente alla relazione con l’Europa che potrebbe reagire a una simile barriera tariffaria. E resta il nodo dell’applicazione che richiederebbe una sorveglianza capillare di tutti i valichi di confine, un’operazione complessa e costosa.