La desertificazione bancaria continua ad avanzare in Italia e colpisce in modo sempre più evidente anche il Piemonte, che si colloca tra le regioni con la più alta percentuale di comuni privi di sportelli bancari. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, elaborato su dati di Banca d’Italia e Istat e diffuso anche da Adnkronos.
Nel corso del 2025 le banche italiane hanno chiuso 516 sportelli, portando il numero complessivo a 19.140 filiali attive sul territorio nazionale, con una riduzione del 2,6% rispetto all’anno precedente. I comuni totalmente privi di sportelli sono saliti a 3.457, pari al 44% del totale, con un incremento di 75 unità in un solo anno. A crescere è anche il numero di cittadini con accesso limitato ai servizi bancari: quasi 11,5 milioni di persone, molte delle quali residenti in aree interne o montane.
Nel panorama nazionale, il Piemonte rientra tra le regioni più colpite: il 65,8% dei comuni piemontesi è oggi senza sportelli bancari, un dato che colloca la regione subito dopo Molise, Calabria e Valle d’Aosta. Un fenomeno che non riguarda solo le zone più marginali, ma che interessa progressivamente anche territori urbani e produttivi.
Focus su Verbano Cusio Ossola e Novara
L’analisi su base provinciale evidenzia situazioni differenti ma ugualmente significative nelle province di Verbano Cusio Ossola e Novara, entrambe coinvolte nel processo di riduzione della presenza bancaria.
Nel Verbano Cusio Ossola, i dati mostrano un forte contrasto tra desertificazione parziale e assoluta. Per quanto riguarda la desertificazione parziale, che interessa i comuni con un solo sportello bancario, il VCO registra un indicatore pari a 134, collocandosi al 32° posto nella graduatoria nazionale su 108 province. Un dato che, in questo specifico ambito, lo pone tra le province piemontesi meno colpite.
La situazione cambia radicalmente se si guarda alla desertificazione assoluta, ovvero ai comuni completamente privi di sportelli bancari. In questo caso il Verbano Cusio Ossola presenta un indicatore di 372, che vale il 106° posto a livello nazionale, risultando la provincia più desertificata del Piemonte. Un quadro che penalizza in particolare i piccoli centri montani e le aree più isolate, dove l’assenza di una filiale rappresenta anche una perdita di presidio sociale.
La provincia di Novara evidenzia un quadro più equilibrato ma comunque preoccupante. Sul fronte della desertificazione parziale, l’indicatore si attesta a 207, con una posizione nazionale pari al 56° posto, segno di una diffusione significativa di comuni serviti da un solo sportello bancario.
Anche per la desertificazione assoluta, Novara mostra criticità: l’indicatore raggiunge 331, collocando la provincia al 92° posto nella graduatoria nazionale. Un dato che indica una progressiva rarefazione della presenza bancaria, con effetti diretti sull’accesso ai servizi per famiglie, anziani e imprese.
Un fenomeno che incide su cittadini e imprese
Secondo l’Osservatorio First Cisl, la desertificazione bancaria non è compensata in modo adeguato dalla diffusione dell’internet banking, che in Italia resta ben al di sotto della media europea. Nel 2025 l’utilizzo dei servizi bancari online ha raggiunto il 56,37%, contro una media UE del 69,7%, con difficoltà evidenti soprattutto tra la popolazione anziana e le fasce più fragili.
La riduzione degli sportelli incide anche sul tessuto economico: sono in aumento le imprese con sede in comuni desertificati, costrette a spostarsi per operazioni bancarie di base e ad affrontare maggiori difficoltà nei rapporti con il credito.
La richiesta di un presidio territoriale
Per First Cisl, il fenomeno richiede risposte strutturate e una maggiore attenzione alla presenza territoriale delle banche, soprattutto nelle aree interne e montane. Tra le soluzioni indicate figurano modelli di servizio alternativi, sportelli condivisi e un maggiore coinvolgimento delle istituzioni locali, per evitare che la desertificazione bancaria diventi un ulteriore fattore di spopolamento e disuguaglianza.