Scuola - 04 febbraio 2026, 16:00

Nel Vco cresce la scelta di non frequentare l’ora di religione cattolica: superato il 26% degli studenti

Nell’anno scolastico 2024/25 il dato sale al 17,7% a livello nazionale. In Piemonte oltre uno studente su quattro rinuncia all'ora di religione

Cresce ancora, anche nell’anno scolastico 2024/2025, il numero di studenti che scelgono di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica (Irc) nelle scuole pubbliche italiane. Secondo i dati ufficiali del Ministero dell’Istruzione e del Merito, richiesti per il quarto anno consecutivo dall’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar), la percentuale nazionale di non avvalentesi ha raggiunto il 17,7%, contro il 16,7% dell’anno precedente, con un aumento di circa 42mila studenti, nonostante un calo complessivo di 120mila iscritti nel sistema scolastico.

Una tendenza ormai costante, che procede a un ritmo di circa +1% annuo e che, secondo l’Uaar, impone una riflessione sempre più urgente sulla necessità di una riforma dell’insegnamento della religione cattolica, oggi facoltativo ma inserito in orario curricolare e affidato a docenti nominati dall’autorità ecclesiastica.

L’analisi territoriale restituisce un’Italia “a due velocità”. In sette regioni, tra cui anche il Piemonte, oltre uno studente su quattro sceglie di non frequentare l’Irc. In testa la Valle d’Aosta (34,46%), seguita da Emilia Romagna (30,65%), Toscana (30,60%), Liguria (30,10%), Lombardia (27,22%), Piemonte (27,02%) e Friuli Venezia Giulia (26,74%). L’aumento rispetto all’anno precedente è generalizzato: in 16 province supera i due punti percentuali, mentre solo in cinque casi si registra una lieve flessione.

«Sempre più famiglie e studenti – commenta Roberto Grendene, segretario nazionale dell’Uaar – scelgono di non frequentare l’ora di religione cattolica, nonostante questo diritto venga spesso ostacolato dalla mancanza di valide alternative o da pressioni interne al sistema scolastico. Se davvero si tratta di una scelta libera, l’Irc dovrebbe essere collocato fuori dall’orario scolastico, come tutte le altre attività facoltative».

Anche nel Verbano Cusio Ossola il fenomeno è in costante crescita: si passa dal 22,85% dell’anno scolastico 2022/23 al 25,49% del 2023/24, fino al 26,22% del 2024/25. In diversi istituti, soprattutto tra le scuole superiori, la percentuale di studenti che non frequentano l’Irc supera ormai il 30 o il 40%, arrivando in alcuni casi oltre il 50%. A incidere, oltre al contesto sociale e culturale, è anche l’atteggiamento delle scuole nei confronti delle scelte alternative: non mancano, secondo l’Uaar, casi di moduli incompleti o di mancata attivazione dell’ora di materia alternativa, prevista obbligatoriamente dalla normativa.

Con l’apertura delle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/27, in scadenza il 14 febbraio, il tema torna di stretta attualità. «Voglio assicurare – sottolinea Luca Coppa, referente Uaar per il VCO – che chi sceglie di non frequentare l’insegnamento della religione cattolica e incontra difficoltà, ad esempio nell’istituzione dell’ora alternativa, potrà sempre contare sul supporto dell’Uaar».

comunicato stampa a.f.