Confronto acceso in consiglio comunale a Domodossola sul tema della sicurezza in città. In particolare, l’argomento è emerso in seguito a numerosi fatti di cronaca avvenuti soprattutto nelle ore notturne tra piazza Mercato e le vie centrali, tra risse, accoltellamenti e disturbo dell’ordine pubblico. Nel corso dell’ultima riunione del consiglio, la questione è stata sollevata dai gruppi del Partito Democratico e della Lega.
Il Pd ha presentato un ordine del giorno, illustrato dal consigliere Ettore Ventrella. “La nostra proposta si inserisce nel dibattito su ciò che sta accadendo in centro, con protagonisti spesso ricorrenti. È necessario che in queste serate ci sia la presenza fissa delle forze dell’ordine, ma ciò è inevitabilmente legato al numero di unità disponibili”. Il consigliere ha sottolineato come, a Domodossola così come in numerose altre realtà del Vco e di tutta Italia, polizia, carabinieri e guardia di finanza siano in costante carenza di uomini. “È un discorso nazionale – ha spiegato Ventrella – è ora che si metta mano ad assunzioni o alla ridistribuzione delle unità operative. Forse il ministro Piantedosi non leggerà mai la nostra petizione, ma è giusto farlo”. La proposta del Pd è stata votata all’unanimità.
Più acceso, invece, il dibattito sollevato dalla Lega, che tramite la consigliera Maria Elena Gandolfi ha presentato un’interrogazione. “Negli ultimi mesi la città è stata interessata da fatti di cronaca che diffondono nei cittadini una crescente sensazione di poca sicurezza. L’amministrazione, finora, non è intervenuta: ha solo scelto di chiudere prima i locali. Una città vuota non è una città sicura, una movida ordinata, regolata e presidiata è una risorsa per l’economia e il tessuto sociale. Servono forze dell’ordine e telecamere in funzione. Chiediamo misure concrete per affrontare queste problematiche”.
Il sindaco Lucio Pizzi, in risposta all’interrogazione, ha voluto fare chiarezza sui ruoli e le competenze istituzionali. “L’ordine pubblico e il contrasto ai fenomeni criminali sono competenza esclusiva dello Stato, esercitata attraverso il ministero dell’interno e la cui competenza sul territorio è del prefetto. Le indagini sono coperte da segreto e il sindaco che non è parte del procedimento, non può chiedere informazioni e non può essere messo a conoscenza nemmeno informalmente. Il sindaco non dispone di potere di intervento in materia di regressione dei reati né di direzione delle forze dell’ordine, non è nella catena di comando della sicurezza. Forse dovremmo riflettere sulle cause che portano a questi episodi di violenza, come il peggioramento del contesto sociale e la carenza di organico delle forze dell’ordine. Detto questo, l’amministrazione continuerà a svolgere il proprio lavoro con serietà, evitando di trattare il tema della sicurezza come una bandiera ideologica”.
Sul tema è intervenuto anche il comandante della polizia locale Marco Brondolo, per illustrare il funzionamento del sistema di videosorveglianza: “Abbiamo 108 telecamere perfettamente funzionanti, grazie alle quali possiamo visionare le immagini e inviarle alle altre forze dell’ordine. Dopo tutti questi anni trovo inaccettabile che si dica che le telecamere non funzionano o non vengono usate”.