Sanità - 04 marzo 2026, 15:05

Ospedale unico, ecco le differenze tra i siti presentate da Pizzi VIDEO

La relazione illustrata dal sindaco di Domodossola analizza punto per punto lo studio del Politecnico di Torino e mette in evidenza criticità e parametri ritenuti non equilibrati nella comparazione tra Piedimulera e Domodossola

Il confronto tra i siti individuati per la realizzazione del nuovo ospedale unico del Vco è tornato al centro del dibattito questa mattina quando, il sindaco di Domodossola Lucio Pizzi, attraverso una relazione illustrata ha messo a confronto in modo dettagliato i contenuti dello studio realizzato dal Politecnico di Torino, incaricato di effettuare l’analisi comparativa dei siti proposti per il nuovo presidio sanitario.

Lo studio ha valutato le aree candidate attraverso un’analisi multicriterio che prende in considerazione diversi parametri: viabilità e accessibilità, isocrone di percorrenza, compatibilità urbanistica con i piani regolatori, inquadramento sismico, vincoli del Piano di Assetto Idrogeologico (Pai), Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (Pgra), rischio idrogeologico e geomorfologico, aree protette, alluvione del 2000, conoidi alluvionali, classificazione acustica e fasce di rispetto. A ciascun parametro è stato attribuito un punteggio da 1 a 3, e la somma finale ha portato a individuare Piedimulera come sito con il punteggio più alto (36 punti) rispetto ai 28 assegnati all’area proposta da Domodossola.

Tra gli elementi ritenuti invece rilevanti per la valutazione complessiva vengono indicati il contesto territoriale in cui si inserisce l’opera, la presenza delle infrastrutture tecnologiche necessarie (come reti idriche, fognarie e del gas) e la disponibilità di servizi complementari per l’utenza, aspetti che incidono sia sui tempi sia sui costi di realizzazione della struttura ospedaliera.

Entrando nel dettaglio dei parametri analizzati, per quanto riguarda la viabilità e l’accessibilità viene sottolineato come il sito di Domodossola sia inserito in un sistema di collegamenti già strutturato, con connessioni stradali e ferroviarie e con la presenza della stazione ferroviaria internazionale e del terminal degli autobus che collegano le diverse aree del territorio provinciale. Nel caso di Piedimulera, invece, l’area è descritta come inserita in un contesto più periferico rispetto ai centri urbani circostanti e con collegamenti di trasporto pubblico meno sviluppati, elementi già evidenziati in precedenti studi urbanistici legati alla previsione del nuovo ospedale.

Per quanto riguarda l’analisi delle isocrone, che misura i tempi di accesso alla struttura, la relazione evidenzia che una valutazione più ampia avrebbe potuto considerare anche la presenza di altri presidi sanitari raggiungibili da alcune zone del territorio, evidenziando come le aree più settentrionali dispongano di minori alternative.

Sul piano urbanistico, entrambe le aree richiederebbero comunque una variante ai rispettivi piani regolatori comunali. Nel caso di Domodossola la variante viene considerata attuabile attraverso una procedura semplificata legata alla realizzazione di un’opera di interesse pubblico. Per Piedimulera viene invece evidenziato che la previsione urbanistica risale al 2005 e che, non essendo stato attuato il piano esecutivo previsto, il vincolo preordinato all’esproprio risulterebbe decaduto, rendendo necessaria una nuova variante.

Per gli aspetti legati al rischio idrogeologico e alle pianificazioni di bacino emergono alcune differenze. L’area individuata a Domodossola ricade in parte nella fascia fluviale C del Pai ma, secondo gli strumenti urbanistici comunali già adeguati a tale piano, risulta compatibile. Inoltre, in base all’aggiornamento più recente delle mappe del PGRA pubblicate nel 2026 dall’Autorità di Bacino del fiume Po, il sito non rientrerebbe più in aree di pericolosità per rischio alluvionale. L’area di Piedimulera, invece, pur non ricadendo nelle fasce fluviali del PAI, risulta classificata nello scenario di alluvione raro con tempo di ritorno di 500 anni sia nella versione precedente sia nell’aggiornamento più recente del Pgra.

Dal punto di vista geomorfologico, entrambe le aree risultano inserite in classe II, cioè caratterizzate da condizioni di moderata pericolosità, che consentono interventi urbanistici purché accompagnati da specifiche verifiche tecniche e progettuali.

Ulteriori differenze emergono nell’analisi del contesto territoriale e ambientale. Il sito di Domodossola è descritto come inserito in un ambito agricolo vicino a zone residenziali, mentre quello di Piedimulera si colloca in un’area con presenza di attività produttive e industriali nelle immediate vicinanze. In quest’ultimo caso viene segnalata anche la presenza di un impianto industriale classificato tra le attività insalubri e soggetto ad autorizzazione ambientale integrata, elemento che richiederebbe eventuali misure di mitigazione.

Anche la classificazione acustica e le fasce di rispetto infrastrutturali sono oggetto di confronto. Per Domodossola la zonizzazione attuale potrebbe essere adeguata nell’ambito della variante urbanistica, mentre per Piedimulera vengono evidenziate alcune interferenze con infrastrutture presenti nell’area, tra cui linee elettriche, un metanodotto e un pozzo di captazione idropotabile.

La relazione conclude quindi mettendo in luce come, alla luce degli aggiornamenti normativi e delle caratteristiche territoriali e urbanistiche analizzate, emergano diversi elementi di differenziazione tra le due aree candidate alla realizzazione del nuovo ospedale del Verbano Cusio Ossola, con valutazioni che riguardano accessibilità, pianificazione urbanistica, rischi idrogeologici e contesto ambientale.

a.f.