La cardiochirurgia dell’azienda ospedaliero-universitaria di Alessandria ha festeggiato ieri sera i trent'anni con una serata spettacolo benefica che ha letteralmente riempito il Teatro Alessandrino. Un traguardo significativo, che racconta un percorso fatto di competenze, innovazione, ricerca e impegno quotidiano al servizio dei pazienti. Il reparto è cresciuto grazie ad una grande équipe e con una guida ossolana. Prima con il primario di Piedimulera Dante Medici e poi negli ultimi dieci anni con il direttore della cardiochirurgia e del dipartimento cardio-toraco-vascolare Andrea Audo, originario di Trontano.
La cardiochirurgia alessandrina dalla nascita ad oggi ha svolto 20mila interventi con una media di 650 all'anno. Un traguardo che rende orgogliosa anche l'Ossola. Sotto le mani del dottor Audo sono passati migliaia di cuori ossolani. Il primario ci teneva che fosse una festa anche dell'Ossola e così è stato. Dall'Ossola erano presenti con i genitori di Andrea: Tullio e Laura, la figlia del dottor Audo Arianna e una sessantina di persone di tutte le età - la più anziana di 86 anni - che sono giunte con un pullman e in auto. Ad organizzare la trasferta è stata Patrizia Daverio, un'amica domese di Andrea Audo.
La serata è stata un mix di storie di vita, emozioni e musica. Sul palco alcuni pazienti protagonisti di storie di rinascita e speranza che hanno segnato il percorso della cardiochirurgia dell’azienda ospedaliero-universitaria di Alessandria con loro personaggi famosi dello sport: Beppe Bergomi e Regina Baresi e il telecronista sportivo Fabio Caressa. La serata ha avuto dei momenti musicali con il cantautore Michele Bravi, la cantautrice Amara e il pianista e tastierista Jacopo Carlini. Ad affiancare Antonella Clerici è stato Gianmaurizio Foderaro, dirigente Rai e cittadino onorario di Alessandria. L’intero ricavato della serata sarà devoluto a Solidal per la Ricerca a sostegno del progetto “Cuore Non Stop”, dedicato allo sviluppo e alla validazione di un’innovativa tecnica di rianimazione e assistenza al circolo nei pazienti colpiti da arresto cardiaco.
Particolarmente emozionante è stato il momento in cui Antonella Clerici, che ha presentato la serata, ha letto una lettera scritta a nome degli ossolani da Patrizia Daverio, per esprimere la loro gratitudine sia al dottor Andrea Audo che al dottor Dante Medici che lo ha preceduto. Scritto che riportiamo integralmente e che è stato consegnato in un quadro ai due dottori. Di seguito il testo della lettera:
“Ci sono momenti in cui le parole devono farsi da parte per lasciare spazio alla gratitudine, quella vera, che nasce dal profondo. Stasera non celebriamo solo la tecnica o la scienza, ma l'umanità che si fa cura.
Rivolgiamo il nostro pensiero alla cardiochirurgia dell'ospedale di Alessandria, una eccellenza della nostra sanità che, nel tempo, è diventata un vero "porto sicuro" per moltissimi cittadini della provincia del Verbano Cusio Ossola: un luogo in cui il talento sfida il destino ogni giorno.
Sono tante, troppe da contare, le vite della nostra terra che tra quelle mura hanno ricevuto una seconda possibilità, trovando non solo medici, ma custodi della vita. È un orgoglio immenso per noi vedere come le radici ossolane abbiano alimentato carriere così luminose. Penso al dottor Dante Medici, oggi in un meritato riposo che però non spegne il ricordo del suo operato. Ancora oggi, tra le valli dell'Ossola, si racconta di come il dottor Medici non si limitasse a operare: si dice che la sua vera forza fosse la "visita della sera", quel momento fuori dai protocolli in cui passava tra i letti per stringere una mano o aggiustare un cuscino. Un aneddoto che i suoi pazienti ricordano con commozione è la sua capacità di tradurre la complessità del cuore in parole semplici, come un padre che rassicura un figlio prima di un lungo viaggio. Dante ha tracciato un solco di dedizione che oggi continua a fiorire! E quel solco è oggi percorso con una maestria straordinaria dal dottor Andrea Audo.
Andrea, i tuoi numerosi impegni professionali che ti vedono protagonista nei più avanzati consessi internazionali della cardiochirurgia e alla guida di innovazioni che salvano vite ritenute impossibili - non ti hanno mai allontanato da chi sei! Sappiamo dei tuoi turni infiniti, dei congressi in cui porti alto il nome dell'Italia e di quella tua capacità di unire il rigore della ricerca alla precisione del bisturi.
Ma per noi, per la comunità domese e della Val d'Ossola qui presente, tu resti "uno di noi". Siamo qui stasera, numerosi per dirti che il tuo successo è il nostro orgoglio! Ma c'è un momento che rende questa serata davvero magica. Permettetemi di rivolgere un pensiero carico d'amore ai genitori, la mamma Laura e il papà Tullio, di Andrea, che sono qui con noi. "Dietro un grande uomo, c’è sempre una radice profonda." Signora, nel vedere suo figlio oggi, vediamo il frutto dei suoi sacrifici, della sua dolcezza e di quei valori che solo una madre sa sussurrare al cuore di un bambino affinché diventino l'integrità di un uomo.
La sua presenza qui è il regalo più bello: è la testimonianza che l'eccellenza nasce dall'amore. Grazie per averci donato non solo un grande medico, ma un uomo eccezionale. Nell'ambito di questo "Cuore No Stop", vogliamo che questo grazie arrivi forte! Grazie per la passione, per la fatica e per quella sensibilità che trasforma la medicina in un atto di pura umanità! Dottor Audo, Andrea: Domodossola e l'Ossola ti abbracciano. Continua a far battere i cuori, sapendo che i l nostro batte, con immensa gratitudine verso di te”.