La Via Crucis del Venerdì Santo al Sacro Monte Calvario è storicamente un evento molto partecipato. Molti fedeli hanno preso parte ieri sera alla funzione proposta dai padri rosminiani del Sacro Monte Calvario e presieduta dal rettore don Davide Busoni. Partendo dalla prima cappella i padri rosminiani hanno voluto riprendere le meditazioni sulla Via Crucis scritte nel 2015 dall’allora cardinale Renato Corti per il venerdì Santo al Colosseo.
Tema centrale delle meditazioni la Croce, vertice luminoso dell’Amore di Dio che ci custodisce. Nelle riflessioni è stata utilizzata spesso la forma del dialogo diretto con Gesù, rendendo la preghiera intima e personale.
I fedeli sono stati molto raccolti, hanno camminato pregando e cantando tra una stazione e l’altra. A conclusione della processione, nel santuario, dopo l’Inno al santissimo crocifisso, la cappella musicale del Sacro Monte Calvario, con la direzione di Manfred Nesti, ha eseguito le sette parole di Cristo sulla croce nell’intonazione composta da Adriano Alberti Giani, per soprano solo, due oboi, archi e organo, della sonata al S. Sepolcro RV 130 per archi e basso continuo, di Antonio Vivaldi (1678-1741) e del miserere in do minore per mezzo soprano e alto soli, coro a quattro voci miste, due oboi, archi e basso continuo, di Johann Adolph Hasse (1699-1783), con la partecipazione della soprano Tea Galli, del mezzo soprano Candice Carmalt, della corale di Calice, del convivio rinascimentale con la camerata strumentale di S. Quirico formata da Matteo Carigi, Silvia Arfacchia (violini), Arianna Cartini (viola), Bianca Fervidi (violoncello), Roberto Mattei (contrabbasso), Siria Domeniconi e Piero Corvi (oboi), Adriano Alberti Giani (organo).
Al termine vi è stata la benedizione con la reliquia della Santa Croce e il bacio alla reliquia.























