Ufis – Unione Frontalieri Italiani in Svizzera – torna sul tema della cosiddetta “tassa sulla salute” imposta ai lavoratori frontalieri. Lo fa con una nota, nella quale illustra alcune richieste che sono state presentate al governo Meloni, sottolineando anche la propria contrarietà al sostegno della misura da parte del ministro dell’economia Giorgetti. Di seguito il testo integrale della nota.
“L’Unione Frontalieri Italiani in Svizzera (Ufis) esprime profonda preoccupazione per l’introduzione della cosiddetta “tassa sanitaria” a carico dei lavoratori frontalieri e per la decisione di demandarne l’attuazione alle regioni, in particolare alla Lombardia. La misura, così come prospettata, appare priva di una chiara architettura normativa e di una definizione concreta del sistema di welfare che dovrebbe finanziare. Si tratterebbe dunque di un’imposizione fiscale significativa in assenza di trasparenza sulle finalità, sulle modalità applicative e sulle reali ricadute per i lavoratori interessati. A ciò si aggiunge la forte perplessità rispetto all’affidamento di tale competenza a un ente regionale che ha già evidenziato criticità nella gestione dei conti sanitari, come più volte rilevato dalla Corte dei Conti. Ufis evidenzia inoltre seri dubbi circa la compatibilità della misura con gli accordi bilaterali vigenti tra Italia e Svizzera, nonché con i principi costituzionali, in particolare quelli sanciti dall’articolo 117 della Costituzione in materia di rispetto degli obblighi internazionali.
Le richieste di Ufis
Alla luce di quanto sopra, Ufis rivolge al governo e alla presidente del consiglio Giorgia Meloni le seguenti richieste puntuali:
- Chiarire la legittimità istituzionale della scelta di delegare a una singola Regione l’introduzione e la gestione di una nuova imposizione fiscale di tale portata;
- Esplicitare in modo dettagliato e trasparente il modello di welfare che si intende finanziare, indicando risorse, benefici concreti e modalità di accesso, oggi del tutto indefiniti;
- Accertare formalmente la compatibilità giuridica della misura con gli accordi internazionali tra Italia e Svizzera, evitando il rischio di contenziosi e tensioni diplomatiche;
- Verificare la piena conformità costituzionale della misura, con particolare riferimento all’articolo 117 della Costituzione;
- Sospendere immediatamente l’iniziativa in assenza di chiarimenti certi e di un quadro normativo solido e condiviso.
Richiesta di valutazione politica sul Ministro dell’economia
Ufis evidenzia inoltre come la misura sia stata sostenuta dal Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, pur in presenza di diverse criticità segnalate sotto il profilo giuridico, costituzionale e internazionale. Alla luce di tali considerazioni, l’associazione invita la Presidente del Consiglio a:
- Valutare con la massima attenzione l’opportunità della permanenza in carica del Ministro Giorgetti, anche in relazione ai possibili profili di incompatibilità della misura con l’ordinamento vigente;
- Considerare, ove venissero confermati elementi di illegittimità o possibili rischi per la tutela dei lavoratori frontalieri e per il rispetto degli obblighi internazionali dello Stato italiano, l’adozione delle iniziative ritenute più opportune, ivi inclusa l’eventuale sostituzione del Ministro.
Ufis ribadisce con fermezza la necessità di garantire piena tutela ai lavoratori frontalieri italiani e il rispetto dei principi costituzionali e degli obblighi internazionali. Alla luce delle gravi criticità evidenziate, l’associazione chiede con decisione l’abolizione della cosiddetta “tassa sanitaria”, ritenuta una misura iniqua, priva di adeguato fondamento normativo e potenzialmente lesiva dei diritti dei lavoratori frontalieri. Ufis auspica pertanto un intervento immediato del governo affinché tale iniziativa venga definitivamente ritirata, ristabilendo un quadro di certezza giuridica, equità fiscale e pieno rispetto degli accordi internazionali tra Italia e Svizzera”.