Domodossola - 26 aprile 2026, 16:30

Tanti visitatori per l'apertura straordinaria della Casa dei Padri Rosminiani del Calvario FOTO

Una giornata speciale che ha permesso di scoprire luoghi come la cella del beato Rosmini e i giardini

È stata un successo la prima delle giornate di apertura straordinaria della  Casa Madre dei Padri Rosminiani e dei giardini del Sacro Monte Calvario di Domodossola. Tanta gente fin dal mattino è giunta nel luogo patrimonio Unesco. Rosmini giunse a Domodossola nel 1828, dando nuovo impulso alle opere e alla spiritualità del Sacro Monte Calvario, vi stabilì la Casa Madre dell’Istituto della Carità.

Le prossime aperture saranno il 1° maggio e il 2 giugno, il mattino dalle 10.00 alle 12.00 e nel pomeriggio dalle 14.00 alle 19.00.

È stato possibile, e lo sarà nelle prossime giornate stabilite, entrare nella cella dove Rosmini abitò, sebbene con varie interruzioni, fino al 1851. Nell’umile stanzetta sono conservati alcuni oggetti appartenuti al beato filosofo roveretano; dal 2007 è stata collocata una delle quattro reliquie del suo corpo. Coloro che visitano la Cella del fondatore dell’Istituto della Carità possono lasciare un breve messaggio nel libro che vi è posto all’interno.

Il percorso di visita permette di scoprire il suggestivo cortile dei Sodales, situato all'interno del convento, la cucina e la sala della comunità dove Rosmini insieme ai suoi primi compagni hanno vissuto i momenti di vita comunitaria, un luogo che per la prima volta è stato aperto al pubblico, la Cripta.

Particolare suggestione offre anche il giardino interno dei Padri Rosminiani, con i resti del Battistero, il viale di San Michele, il laghetto artificiale che riproduce la forma del lago Maggiore, il masso coppellato, luogo di culto preistorico, la sequoia secolare del parco e il pergolato che fa intuire la spiritualità di Rosmini, con pannelli che riportano le Massime di Perfezione Cristiana scritte da Rosmini. “Abbiamo avuto molte visite – spiega il rettore don Davide Busoni – anche un gruppo proveniente da Pordenone e uno da San Giovanni Rotondo. Sono luoghi che solitamente non sono accessibili. Cerchiamo con la visita di far conoscere anche la spiritualità del Beato Rosmini ed è anche l'occasione per i visitatori di  ritrovare in questo giardino un attimo di contemplazione e di stacco dalla vita della città”.

Mary Borri