Scuola - 26 aprile 2026, 08:30

Nuove Indicazioni nazionali, ecco la riforma dei Licei: più autonomia alle discipline e spazio all’IA

Valditara avvia il percorso di ascolto con scuole e studenti: geostoria abolita, matematica e letteratura ripensate, entra l’intelligenza artificiale nei programmi

Prende ufficialmente il via la fase di consultazione sulle nuove Indicazioni nazionali per i Licei, volute dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e ora sottoposte al confronto con il mondo della scuola e con i diversi stakeholder. Per la prima volta, il documento sarà inviato anche ai rappresentanti delle Consulte studentesche. Solo al termine del percorso di ascolto il testo verrà adottato in via definitiva.

La scheda diffusa dall’Ufficio stampa del Ministero descrive una riforma che viene definita “attesa” e che punta a un ripensamento profondo del secondo ciclo di istruzione, non come semplice aggiornamento dei programmi ma come revisione strutturale del ruolo formativo del liceo.

Uno dei punti centrali è la nuova sezione introdotta in tutte le discipline, intitolata “Perché studiare questa disciplina”, pensata per esplicitare il valore formativo dei saperi e il loro legame con la realtà contemporanea, con l’obiettivo di rafforzare la motivazione degli studenti.

Tra le novità più rilevanti figura la scomparsa della geostoria: storia e geografia tornano discipline autonome nel primo biennio. La geografia recupera una piena identità scientifica, mentre la storia amplia il proprio orizzonte fino ai nuovi scenari globali e ai mutamenti geopolitici contemporanei, mantenendo però la centralità della tradizione occidentale come chiave di lettura storica e culturale.

Importanti anche le innovazioni in ambito matematico, dove la disciplina viene ripensata non solo come insieme di tecniche ma come forma di pensiero. L’errore viene riconosciuto come parte del processo di apprendimento, mentre entra esplicitamente nei programmi il tema dell’intelligenza artificiale, affrontato come linguaggio e strumento da comprendere criticamente. Nel quinto anno è previsto inoltre uno spazio di approfondimento interdisciplinare.

Proprio l’intelligenza artificiale rappresenta un altro asse della riforma: in attuazione della normativa nazionale ed europea, entra nei licei non come tecnologia da usare in modo passivo, ma come oggetto di studio critico. L’obiettivo dichiarato è formare una “coscienza digitale” capace di distinguere tra simulazione algoritmica e sapere scientifico, rafforzando autonomia e pensiero critico degli studenti.

Anche la letteratura viene riformulata in chiave formativa e identitaria: leggere i classici non come esercizio di studio formale, ma come strumento per comprendere se stessi e il mondo. La lingua italiana viene ribadita come bene culturale centrale e strumento di accesso alla conoscenza.

La filosofia assume una doppia dimensione, storica e pratica, diventando laboratorio di pensiero e argomentazione, mentre l’educazione alle relazioni e al rispetto viene rafforzata come parte strutturale del curricolo, con particolare attenzione a empatia, inclusione e contrasto alle discriminazioni.

comunicato stampa a.f.