L’Ossola torna ai vecchi amori: l’oro. Per anni ed anni la valle era stata una vera, grande ‘miniera’ dalla quale di estraeva il prezioso metallo. La storia dell’Anzasca, dell’Antrona, ma anche di Pieve Vergonte, dell’Antigorio , è segnata dalla ricerca del prezioso metallo che anche oggi rappresenta un bene rifugio. Si stima infatti che solo le miniere del Rosa abbiano prodotto in totale 25 tonnellate d'oro.
Da tempo si è tornati a parlare di ricerca dell’oro in Ossola. E in questi giorni il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha dato il ‘’permesso di ricerca minerario per minerale aurifero (oro) nella zona del "Taglione" nel Comune di Antrona Schieranco’’. La richiesta di poter procedere era stata avanzata dalla società Raw Materials Italia.
Nella documentazione si parla di una superficie pari a 45 ettari, sulla quale ‘’verranno svolte tutte le attività di ricerca, non invasive, realizzate al fine di accertare l'esistenza del giacimento minerario ricercato e realizzare un modello tridimensionale geologico del sottosuolo’’.
Il giudizio positivo sulla compatibilità ambientale espressa dal Ministero è dunque un ulteriore passo verso la ripresa della ricerca dell’oro. Le perforazioni, in sostanza sondaggi geognostici a carotaggio continuo, saranno esterni alla galleria, lungo il sentiero a circa 900 metri di altitudine mentre le restanti indagini geologiche verranno effettuate all’interno della galleria del Taglione.
L’area di ricerca si estende per una lunghezza massima di circa 1,2 km in ed una larghezza massima di circa 1 km. Ricadono all’interno del permesso di ricerca le frazioni di Locasca e di Prabernardo, oltre che la miniera del Taglione, una delle numerose gallerie presenti nell’area mineraria della Valle Antrona e che nel frattempo è diventata una meta turistica proprio per il suo passato.
Già mesi fa tra i promotori della ricerca esprimevano ottimismo, in un’intervista al giornale La Repubblica, circa la presenza di oro nelle viscere della montagna antronese.
Siamo dunque al momento dei sondaggi, che però richiedono investimenti da diverse centinaia di migliaia di euro e che quindi dovrebbero anche essere supportati da finanziatori.
I lavori previsti in questa fase dovrebbero durare due anni, come emerge nel cronoprogramma allegato alla richiesta per procedere, e si legge ‘’non comporterebbero significativi impatti ambientali in quanto consistono in studi su dati esistenti e in attività di ricerca che non comportano alterazione ambientale dello stato dei luoghi’’
‘’ In caso di esito sfavorevole della ricerca – emerge dalla lunga relazione presentata al Ministero - non si procederà all’eventuale successiva richiesta di concessione’’.
Un’iniziativa questa che non trova d’accordo il Comune di Antrona Schieranco.
‘’Da sei, sette mesi che stanno lavorando per questi sondaggi’’ ammette il sindaco Franco Borsotti. Che aggiunge: ‘’Noi avevamo dato parare contrario. Per noi la miniera del Taglione dovrebbe avere solo un indirizzo turistico, a giovamento anche della valle. Loro hanno invece puntato sui carotaggi ma siamo perplessi. L’atto del Ministero è in pratica il via libera ai carotaggi’’.














