Sanità - 02 maggio 2026, 12:10

''Decisione grave chiudere il Punto Nascite al San Biagio''

Dopo Domodossola anche il consiglio comunale di Formazza boccia la scelta dell'assessorato alla sanità. Il sindaco Bruna Papa: ''Ci si riempie la bocca di tutela del territorio montano e poi si prendono queste decisioni senza neppure dirlo agli amministratori ma informando solo i giornali''

Arriva da Formazza il secondo ‘’no’ alla chiusura del Punto Nascite dell’ospedale San Biagio. No deciso unilateralmente dalla Regione. Giovedì sera, contemporaneamente al ‘’no’’ espresso dal consiglio comunale di Domodossola, anche Formazza ha bocciato l’iniziativa presa dall’assessorato regionale naturalmente con il consenso della giunta Cirio.

‘’Parliamo tanto di parità di diritti delle donne, della loro fragilità, delle loro necessità e poi prendiamo queste decisioni che le penalizzano’’ esordisce il sindaco di Formazza, Bruna Papa. ‘’Grave è che decisioni di questa importanza i sindaci le vengano a sapere dai giornali e non ha fonti ufficiali. C’è una conferenza dei sindaci all’Asl ma tutto passa attraverso le notizie ai giornali. Ci si riempie la bocca di tutela del territorio montano e poi si prendono queste decisioni senza dirlo chiaramente agli amministratori’’  aggiunge il sindaco formazzino che con il suo consiglio ha votato l’ordine del giorno contro la chiusura del punto nascite.

Ordine che chiede ‘’di fermare immediatamente l’iter di chiusura, di programmare in tempi ragionevoli la riattivazione dei servizi di Pediatria, Ostetricia e Ginecologia all’ospedale San Biagio, strettamente connessi alla funzionalità del Dea. Di garantire seriamente il mantenimento e il potenziamento dei servizi presenti al San Biagio’’.

Il documento – tre fogli dattiloscritti – ricorda che il consiglio comunale di Formazza si è espresso innumerevoli volte a difesa del punto ascite e dei servizi sanitari dell’ospedale e che il sindaco ha reiteratamente chiesto la riattivazione dei servizi di Pediatria, Ostetricia e Ginecologia’’.

Nel documento il consiglio formazzino rimarca che ‘’la riduzione dei parti non può essere letta come un dato neutro e spontaneo, ma appare strettamente correlata alle scelte organizzative e ai protocolli operativi che hanno progressivamente limitato l’operatività del servizio e provocato il calo dei volumi, contribuendo a svuotare il Punto Nascite fino all’attuale situazione’’.  E la chiusura ‘’costituisce un grave arretramento dei servizi sanitari in un territorio montano caratterizzato da criticità logistiche a tempi di percorrenza rilevanti’’.

‘’La scelte assunte  – si legge – risultano in palese contraddizione con quanto le forze politiche che governano in Regione hanno più volte rivendicato pubblicamente: il ruolo di difesa e valorizzazione dei territori montani’’. Per il consiglio formazzino questa decisione è ‘’nei fatti un indebolimento dei servizi essenziali e una penalizzazione delle comunità locali’’.

Poi cita l’ospedale nuovo di Piedimulera che al momento ‘’risulta basato su presupposti ancora tutti da verificare puntualmente, quindi priva di tempi certi e di elementi concreti di realizzazione, pertanto non idonea ad una riorganizzazione che partendo dalla chiusura del Punto Nascite porti al progressivo smantellamento dei servizi esistenti presso l’Ospedale San Biagio e alla sua chiusura’’. Rimarcando ancora una volta che ‘’chiudere il Punto Nascite comporterebbe un inevitabile allungamento dei tempi di accesso ai servizi di emergenza ostetrico-neonatale in un territorio montano caratterizzato  da rilevanti criticità orografiche e infrastrutturali. Situazioni che possono incidere in modo giustificato sulla tempestività degli interventi sanitari in situazioni di emergenza, con potenziali ricadute sulla sicurezza delle partorienti e dei neonati. E le scelte di riduzione e riorganizzazione dei servizi sanitari essenziali devono necessariamente essere valutate anche alla luce del principio di massima tutela della vita e della salute nel territori periferici e montani’’.

Renato Balducci