Malumori tra i pazienti per il taglio – deciso dalla direzione dell’Asl Vco - dell’attività ospedaliera di Urologia negli ospedali della provincia.
Qualche paziente in cura al San Biagio ha manifestato il suo disappunto perché, da lunedì scorso, alcune persone in cura nel Vco sono state dirottate a Biella per gli interventi chirurgici. Situazione inevitabile da quando nel reparto Urologia dell’ospedale ossolano sono rimasti operativi solo 2 medici dei sette che prima lavoravano tra sale operatorie e ambulatori. Il mancato rinnovo dei professionisti esterni – in tutto cinque gettonisti - ha causato il drastico ridimensionamento dell’organico. I pazienti - soprattutto quelli oncologici – andranno a operarsi a Biella, Borgomanero, Novara.
Un problema grave che conferma il lento smantellamento del San Biagio e della sanità provinciale. Domodossola ha visto in poche settimane la decisione della chiusura del punto nascite il prossimo 31 luglio varata dalla Regione-assessorato sanità, e ora il ridimensionamento di Urologia, deciso dalla direzione generale dell'Asl.
Solo tagli, dunque, al San Biagio, in attesa dell’ospedale unico che per ora resta sulla carta e lontano anni. E nonostante Urologia fosse stata, per anni, decantata dalla stessa Asl come uno dei reparti ‘fiore all’occhiello’ della sanità del Vco, un reparto che ha ricevuto il ‘bollino’ azzurro nazionale e quello di centro di riferimento per l’incontinenza urinaria.
Il problema è pesante: a rischio trasferimento per le cure vi potrebbero essere oltre 900 pazienti. Un disagio che tocca sia ospedale di Verbania che quello di Domodossola.
La causa è il mancato accordo tra l’Asl e la cooperativa che forniva i gettonisti, che permettevano la piena operatività del reparto. Accordo venuto meno sui parametri economici, cioè quanto corrispondere ai medici. Cifra che l'Asl ha deciso di abbassare, trovando la non disponibilità della Cooperativa che fornisce i gettonisti.
Cosicché i due medici dipendenti dell’asl rimasti a lavorare tra Domodossola e Verbania non ce la fanno a coprire le esigenze dei due ospedali. La carenza graverà soprattutto sui pazienti in difficoltà, specie quelli alle prese con patologie gravi.
Un ulteriore problema alla sanità del Vco, nonostante da Torino dicano che la colpa è di una provincia litigiosa che ha voluto tenere in piedi per anni due ospedali.