Non è casuale la scelta di dedicare la nuova Mensa Solidale di Domodossola a San Carlo Acutis. Durante l’inaugurazione ufficiale della struttura ospitata al convento dei Frati Cappuccini, don Vincenzo Barone ha voluto spiegare personalmente le ragioni che lo hanno portato a intitolare il servizio al giovane santo tanto amato da Papa Francesco.
"Ho letto il libro dedicato a Carlo Acutis e mi ha veramente affascinato – ha raccontato il parroco – e così questo ragazzo ce l’ho proprio nel cuore. Ha saputo testimoniare fin da piccolo la sua fede, il suo amore per Gesù e soprattutto per l’Eucaristia".
Don Vincenzo ha ricordato alcuni episodi della vita del giovane beato, diventato negli anni simbolo di una fede vissuta con semplicità ma anche con straordinaria intensità. "A otto anni volle a tutti i costi ricevere la Prima Comunione – ha spiegato – e fu necessario il permesso del vescovo perché era troppo presto rispetto all’età prevista. Da quel giorno non mancò mai una sola volta alla messa domenicale. Anzi, andava a messa tutti i giorni".
Il sacerdote ha poi sottolineato come Carlo Acutis sapesse coinvolgere anche i suoi coetanei nella preghiera e nell’adorazione: "Portava i suoi compagni a vivere momenti di adorazione davanti al Santissimo Sacramento. Pensiamo a cosa significhi tutto questo per un bambino di appena otto anni".
Nelle parole di don Vincenzo emerge anche il legame tra Carlo Acutis e San Francesco d’Assisi, figura particolarmente significativa per la realtà dei Cappuccini domesi. "Carlo era innamorato di Francesco – ha aggiunto – ed è sepolto ad Assisi. Per questo c’era un legame forte anche con questa realtà e con la spiritualità francescana".
All’ingresso della nuova mensa è stata quindi collocata una targa dedicata proprio a San Carlo Acutis, figura scelta come simbolo di carità, attenzione agli ultimi e fede concreta vissuta nella quotidianità.