''Mi date il merito dell’invenzione del Crodino, ma è stato un lavoro di squadra perché altre persone hanno collaborato con me in quegli anni, quando creammo l’aperitivo che ora continuerà a far conoscere Crodo nel mondo’’. Così diceva Maurizio Gozzelino. Era luglio 2021 e Crodo gli aveva appena dato la cittadinanza onoraria.
La sua morte mette in risalto tutto il ‘valore’ che la figura di Gozzelino è stata per la valle Antigorio, Crodo e l’Ossola. Senza di lui non sarebbe nato ‘’l’aperitivo biondo che conquista il mondo ‘’ e il nome di Crodo forse non sarebbe mai stato abbinato ad un prodotto che ha fatto il giro del mondo.
Per questo vogliamo ricordare a l’inventore del ‘Crodino’: era il 1963 quando diede vita alla miscela di erbe aromatiche che diede origine all'analcolico. Un binomio strettamente legato : quel carismatico personaggio torinese e quel piccolo paese tra le montagne dell’Ossola. Un binomio che fece la fortuna della valle Antigorio che, prima dell’incomprensibile sradicamento del Crodino da Crodo, ha contrassegnato la storia, i valori e il legame.
Classe 1935, residente a Torino, Gozzelino ricevette la cittadinanza dall’allora sindaco Ermanno Savoia, su spinta del Centro Ginocchi, che ha sempre valorizzato la storia locale e soprattutto il Crodino.
A Crodo Gozzelino arrivò negli Anni Sessanta: lavorava a Torino ma fu incaricato di dirigere il Reparto sciroppi dello stabilimento antigoriano. ‘’Crodo è un piccolo paese di montagna, ma è un paese civile che mi ha accolto come un fratello e per questo sono riconoscente a questa terra’’ disse Gozzelino ammettendo le allora difficoltà occupazionali di Crodo. Che poi videro lo scivolamento del Crodino a Novi Ligure, nonostante lo stesso Gozzelino ricordasse allora ‘’che la fortuna del Crodino nasceva dalla qualità dell’acqua delle sorgenti antigoriane’’.
I funerali di Maurizio Gozzelino si terrano a Rivoli martedì 26 maggio alle 10 nella parrocchia Santa Maria della Stella. Lo piangono la moglie Marisa, la figlia Barbara e il fratello Claudio.