L’inchiesta sugli impianti a fune partita dal Veneto e legata alla cabinovia Apollonio-Socrepes di Cortina approda anche nel Verbano Cusio Ossola. La Procura di Verbania ha infatti aperto un filone investigativo che riguarda la cabinovia Prestinone-Piana di Vigezzo, gestita dalla società Vigezzo&Friends.
Al centro degli accertamenti ci sono le modalità con cui venne affidata la revisione ventennale dell’impianto alla società bresciana Graffer, già finita nel mirino della Procura di Belluno nell’ambito dell’indagine sulla cabinovia destinata alle Olimpiadi invernali di Cortina.
Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni e sequestri di documentazione, computer e telefoni negli uffici romani di Ansfisa — l’agenzia nazionale che si occupa anche della sicurezza degli impianti a fune — e nella sede bresciana della Graffer. Gli accertamenti sono stati svolti dai finanzieri della compagnia di Domodossola e dal Soccorso alpino delle Fiamme Gialle su disposizione della Procura di Verbania.
L’indagine, avviata nei mesi scorsi, riguarda in particolare le proroghe concesse per il funzionamento della telecabina della Piana di Vigezzo e della seggiovia del Trubbio. Secondo gli inquirenti, le verifiche puntano a chiarire il percorso autorizzativo seguito mentre erano in corso le operazioni per la revisione dell’impianto e la sostituzione della seggiovia arrivata a fine vita tecnica.
Tra le ipotesi di reato contestate figurano falso e corruzione. Gli avvisi di garanzia sarebbero stati notificati a ex amministratori di Vigezzo&Friends, a un rappresentante della Graffer e a un funzionario di Ansfisa.
Parallelamente proseguono anche gli approfondimenti sul rapporto tra Vigezzo&Friends e la società bresciana. La revisione ventennale della cabinovia, inizialmente affidata a Graffer, è stata successivamente assegnata alla società altoatesina Leitner, che sta completando i lavori.
Dalla stessa Vigezzo&Friends fanno sapere che l’attuale consiglio di amministrazione non avrebbe avuto rapporti con Graffer, sottolineando come le vicende oggetto dell’inchiesta risalgano alla precedente gestione. La società evidenzia inoltre di essere attualmente impegnata con altri partner industriali e di avere in corso con Graffer una causa civile relativa a lavori contestati e a un pagamento non saldato.
L’inchiesta si inserisce in un contesto particolarmente delicato per il sistema degli impianti a fune, anche alla luce dell’attenzione crescente sui temi della sicurezza dopo la tragedia del Mottarone del 2021. Intanto Vigezzo&Friends, che sta attraversando una fase di difficoltà economica, lavora insieme agli enti del territorio al progetto di integrazione nella holding “Maggiore-Monterosa”, pensata per mettere in rete le principali stazioni sciistiche del Vco.