Un viaggio nella storia, nella spiritualità e nelle vicende che hanno attraversato uno dei luoghi più significativi di Domodossola. L’apertura straordinaria della Casa dei Padri Rosminiani, al Sacro Monte Calvario, ha richiamato domenica numerosi visitatori, offrendo l’opportunità di accedere ad ambienti solitamente non aperti al pubblico e di ripercorrere le origini della comunità rosminiana.
A guidare il percorso è stato, tra gli altri, Umberto De Petri, autore di numerosi studi dedicati alla storia locale e profondo conoscitore del Monte Mattarella e delle vicende legate al Sacro Monte. Con il suo racconto appassionato ha accompagnato i partecipanti raccontando la storia, facendo respirare la spiritualità e svelando aneddoti, restituendo così vita a luoghi e personaggi che continuano a segnare l’identità del complesso.
La visita ha permesso di attraversare i corridoi della Casa dei Padri, soffermandosi nei luoghi legati alla presenza del Beato Antonio Rosmini e alla nascita dell’Istituto della Carità. Tra questi, la cella del fondatore, dove Rosmini visse e scrisse le “Costituzioni dell’Istituto della Carità”, oggi custodita come uno degli ambienti più significativi del percorso, anche per la presenza della sua reliquia. Particolarmente suggestiva anche la visita al refettorio, dove Rosmini consumava e preparava i propri pasti. Proprio qui è stato ricordato un episodio curioso legato all’accoglienza di un importante prelato, ricevuto con semplicità e con il grembiule che indossava per cucinare i pasti, a testimonianza dello stile sobrio della comunità.
La giornata ha incluso anche la possibilità di passeggiare nei giardini e negli orti dei Padri Rosminiani, un’area immersa nel verde che custodisce un patrimonio naturalistico e storico di grande valore. I sentieri, ordinati e strutturati, conducono tra piante cartellinate secondo criteri scientifici, offrendo un vero e proprio percorso botanico. Tra le presenze più significative spicca una sequoia americana di oltre 200 anni, testimone silenziosa della storia del colle.
Non è mancato il riferimento all’area che ospita la statua della Madonna, legata alla tradizione del passaggio dei milanesi e sorta su un luogo che la memoria storica identifica come un antico sito pagano, dove si praticavano sacrifici rituali.
Accanto ai luoghi, grande spazio hanno avuto i racconti e gli aneddoti storici. Tra questi, la straordinaria scoperta del rosminiano Tullio Bertamini, che dopo lunghe ricerche a Bognanco riuscì a rintracciare un prezioso codice contenente la bolla papale “Transiturus” di papa Urbano IV e il primitivo ufficio della festa del Corpus Domini attribuito a San Tommaso d’Aquino. Il documento, ritenuto unico nel suo genere e risalente alla metà del XIII secolo, venne rinvenuto in modo inatteso in una cesta nascosta sotto alcune cipolle, rappresentando un ritrovamento di eccezionale valore per la storia della liturgia.
Tra gli episodi narrati da De Petri anche quello legato alla cella di Rosmini e alla sua attività di scrittore: il filosofo si fece costruire una scrivania su misura per poter lavorare sia da seduto sia in piedi, a causa dei dolori alla schiena, un dettaglio che restituisce l’immagine di una quotidianità attenta e sorprendentemente moderna.
Ad arricchire ulteriormente il percorso, il racconto delle origini del Monte Mattarella, della nascita del Sacro Monte e della figura di Rosmini, intrecciati in una narrazione che ha alternato rigore storico e aneddoti di vita vissuta, oltre a qualche battuta spiritosa.
A colpire maggiormente i visitatori non sono stati infatti soltanto i luoghi, ma il modo in cui sono stati raccontati. Un’occasione preziosa che conferma il valore delle aperture straordinarie del Sacro Monte Calvario, permettendo di riscoprire uno dei patrimoni più significativi del nostro territorio.