Anche il sindaco di Crevoladossola Giorgio Ferroni esprime disappunto per quanto accaduto nel corso dell’ultima assemblea del Consorzio Rifiuti, durante la quale sono stati approvati i Piani Economico Finanziari. Sul tema era già intervenuto, nelle scorse ore, il gruppo Progetto Vco della provincia, sollevando dubbi sulla legittimità della seduta, con i comuni del Vco che rischiano di pagare scelte prese nell’interesse della città di Verbania. Posizione sostenuta anche dal comune di Crevoladossola. Di seguito la nota di Ferroni:
“All’ultima assemblea del Consorzio Rifiuti, che ha approvato i Piani Economico Finanziari (Pef) sui quali verranno determinate le tariffe Tari del prossimo biennio, il nostro comune non ha partecipato. Questo principalmente per il motivo che il piano è stato reso disponibile solo la mattina dello stesso giorno in cui era convocata l’assemblea. Si è aperta una discussione sul fatto che la seduta sia legittima o meno, in quanto erano presenti solo pochissimi sindaci e una quota di rappresentanza appena superiore a un terzo del totale, che è il minimo previsto per statuto in seconda convocazione.
Al di là dei formalismi tecnici, c’è un dato di fondo di sostanza: il comune di Verbania è sovrarappresentato nell’assemblea. Infatti, a fronte del 18% circa della popolazione, Verbania possiede delle quote pari a circa il 30%. È quindi del tutto evidente che questa sproporzione renda Verbania sostanzialmente monopolista della politica dei rifiuti del Vco, e questo non favorisce certo la partecipazione degli altri comuni.
Il sottoscritto aveva sollevato la questione anche con la precedente amministrazione comunale di Verbania a guida Marchionini, e aveva proposto che ci fosse una ridistribuzione delle quote (ovviamente non gratuita), per ragioni di equilibrio e anche per migliorare il rapporto con il territorio.
È noto che in passato il Conser sia stato sovente oggetto di un dibattito tutto interno alle varie maggioranze amministrative verbanesi; un ruolo di accentratore politico della gestione dei rifiuti non facilita certo lo sviluppo di scelte strategiche unitarie, di cui il territorio avrebbe invece bisogno. Anche in questo caso un ridistribuzione delle quote fra gli altri comuni avrebbe senza dubbio un effetto benefico”.