Duro intervento dell’Uncem sul bando nazionale destinato alle assunzioni nei piccoli Comuni italiani. L’Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani definisce l’iniziativa insufficiente e inadeguata rispetto alle reali esigenze degli enti locali, evidenziando come a fronte di oltre 5.000 Comuni potenzialmente interessati siano stati messi a disposizione soltanto 178 posti a livello nazionale.
Secondo l’associazione, il limitato numero di adesioni registrate ai recenti avvisi rivolti ai piccoli municipi dimostrerebbe la scarsa efficacia dello strumento. A pesare, secondo Uncem, sarebbe soprattutto l’assenza di un adeguato sostegno economico agli enti, che dovrebbero continuare a sostenere integralmente il costo del personale attraverso bilanci già fortemente sotto pressione.
A esprimere la posizione dell’organizzazione è il presidente nazionale Marco Bussone, che definisce il provvedimento “una presa in giro” per i piccoli Comuni. Bussone sottolinea come il problema non sia soltanto il numero ridotto delle assunzioni previste, ma l'assenza di una visione più ampia sul futuro degli enti locali.
Per Uncem, infatti, la vera priorità dovrebbe essere una riforma strutturale del sistema delle autonomie locali, con una ridefinizione delle competenze di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, accompagnata da risorse adeguate e da una gestione più integrata dei servizi.
Tra le proposte avanzate dall’associazione figurano una maggiore collaborazione tra enti, l’organizzazione del personale su scala sovracomunale, una più chiara distribuzione delle funzioni amministrative e strumenti capaci di attrarre giovani professionisti nei territori periferici e montani.
Secondo Bussone, senza interventi di sistema e senza una pianificazione di lungo periodo, iniziative come quella del concorso nazionale rischiano di non incidere sulle difficoltà che da anni interessano i piccoli Comuni italiani, alle prese con carenza di personale, risorse limitate e crescenti responsabilità amministrative.














