Attualità - 11 giugno 2026, 19:03

Parte dei terreni dello scalo Domo 2 hanno 'reso' un milione al Comune di Villadossola

E' il frutto dell'azione che ha portato a ripristinare gli usi civici, che in passato erano stati tolti. L'operazione ha riguardato, per ora solo, l'area di proprietà di CargoBeamer

Lo scalo ferroviario di Domo2

Un milione di euro grazie all’operazione sugli usi civici nella parte di Domo 2 acquistata di recente dalla società tedesca Cargobeamer. La pratica si chiuderà a fine mese, garantendo una notevole entrata alle casse del Comune di Villadossola.

Si tratta in pratica di 750 mila euro riguardanti le 'compensazioni ambientali' e 250 mila di oneri di urbanizzazione relativi all'operazione ''vincoli degli usi civici'', su circa  150 mila metri quadri di terreno.  Usi civici che l’amministrazione comunale ha ripristinato dopo lo ‘svincolo’ deciso in passato da altre amministrazioni.  

Tutto è iniziato quando Rete Ferroviaria Italiana – proprietaria dello scalo che sorge sui terreni di Villadossola e Beura Cardezza- aveva venduto la parte sud dello snodo ferroviario alla società di Lipsia che sta ampliando le sue attività nell’infrastruttura sorta sulle rive del Toce dopo aver realizzato un corridoio pe ril trasporto merci tra Germania e Italia.

‘’In passato l’amministrazione Sarazzi aveva fatto fare un censimento che aveva confermato come i terreni dello scalo scalo fossero soggetti agli usi civici. Vincoli che poi un’altra amministrazione aveva svincolato. Noi li abbiamo ripristinati su  tutto lo scalo’’ afferma Maurizio Romeggio, vicesindaco di Villadossola, che ripercorre l’iter che aveva visto anche ''l’introduzione di una variante al piano regolatore con l’obbligo di compensazioni di carattere ambientale, anche al di fuori dello scalo. Il passo successivo è stata la stesura di un regolamento e la determinazione del valore dei terreni''

L'operazione non sarebbe però finita qui. Poiché ora l’amministrazione intende rivalersi anche per la parte restante dello scalo, che è in mano a Rfi.

Renato Balducci