Attualità - 16 giugno 2026, 19:10

Iniziata l'avventura per i due diciassettenni domesi in cammino verso Santiago

Ale e Thomas hanno iniziato il loro viaggio in solitaria. Da Saint-Jean-Pied-de-Port a Roncisvalle oltre 24 chilometri tra salite, caldo ed emozioni

È iniziata oggi l'avventura di Ale e Thomas, due ragazzi di 17 anni di Domodossola che hanno deciso di affrontare in autonomia il Cammino di Santiago. Una scelta coraggiosa e fuori dagli schemi, che li vede impegnati lungo uno dei percorsi di pellegrinaggio più famosi al mondo.

La prima giornata coincide anche con una delle tappe considerate più impegnative dell'intero cammino francese: da Saint-Jean-Pied-de-Port a Roncisvalle, attraverso i Pirenei. Un percorso di 24,2 chilometri, con circa 500 metri di dislivello e un grado di difficoltà elevato, caratterizzato da una lunga salita e dalle alte temperature previste. Prima della partenza i due ragazzi hanno raggiunto l'Ufficio del Pellegrino per il timbro della credenziale, il documento che accompagna ogni camminatore fino a Santiago.

Nonostante la consapevolezza delle difficoltà che li attendono, l'entusiasmo sembra prevalere sulla preoccupazione. "La tappa di domani è tutta salita, ci metteremo subito la nostra forza - hanno dichiarato prima della partenza - Sono circa 24-27 chilometri, ma senza dubbio ce la faremo".

Le previsioni indicano temperature attorno ai 28 gradi e il percorso porterà i due giovani pellegrini tra i panorami dei Pirenei. Tra le difficoltà più temute non c'è tanto la salita quanto il peso dello zaino, compagno inseparabile di ogni pellegrino. E alla domanda sul momento più bello che immaginano di vivere durante la giornata, la risposta è arriva spontanea e sincera: "L'arrivo alla fine della tappa".

A seguire il loro viaggio a distanza c'è anche Lucio Meazza, che da anni accompagna gruppi di giovani lungo i cammini di pellegrinaggio e che nei prossimi giorni li raggiungerà. Pur affrontando l'esperienza in autonomia, Ale e Thomas non sono lasciati soli, e Lucio Meazza oltre a rimanere in costante contatto con i ragazzi, fornisce aggiornamenti sul loro viaggio. "Sono guidati da casa, ovviamente - spiega Meazza - Hanno 17 anni e anche solo prenotare un ostello o un albergo richiede contatti preventivi per verificare che la struttura accetti due minorenni senza adulti. A pochi chilometri da loro, nel nord delle Asturie, vive mio fratello, sempre pronto a intervenire e a parlare direttamente con gli albergatori se necessario".

Un supporto discreto ma costante, che permette alle famiglie di vivere con maggiore serenità questa esperienza. "Ci sentiamo regolarmente. Chiamano circa ogni ora per raccontare dove sono e come stanno. Non si può andare allo sbaraglio. È per questo che le famiglie possono dormire tranquille: conta certamente la loro maturità, ma anche un sano esserci da casa". Meazza vuole inoltre ringraziare chi ha sostenuto concretamente il progetto dei due ragazzi.

"Grazie a tutti coloro che hanno aiutato anche con una semplice offerta. È una sorta di mecenatismo: loro camminano anche per noi". E il cammino, come spesso accade, ha già presentato i suoi primi piccoli imprevisti. "Thomas ha già perso gli occhiali da sole e l'iPod", racconta sorridendo Meazza. Tra fatica, entusiasmo e inevitabili contrattempi, il viaggio dei due giovani domesi è dunque ufficialmente iniziato. Davanti a loro centinaia di chilometri, nuove amicizie, paesaggi da scoprire e un'esperienza destinata a lasciare il segno. Buon cammino.

Miria Sanzone